Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
I MILITARI DELLA GUARDIA COSTIERA HANNO PROCEDUTO AL SEQUESTRO DI 700 METRI DI RETI DA PESCA PIAZZATE ALL’INTERNO DEL PORTO COMMERCIALE
05 Apr 2013 14:05
Reti calate all’interno del porto? Purtroppo non è una novità. Nonostante la presenza costante di oltre cento militari della Guardia costiera e le numerose azioni di contrasto portate a termine, non c’è verso di ridurre a ragione i soliti pescatori furbi e temerari. Abusivi per necessità? Stupido e deleterio rifugiarsi in un assunto di questo tipo, proprio perché le regole valgono per tutti.
Calate le reti, se ne stanno alla larga, in attesa di completare l’”impresa” e di fare bottino pieno. La posta, a quanto pare, vale la candela. Specialmente se si tratta solo di rimetterci qualche pezzo di rete. Discorso diverso, invece, se si viene colti con le mani nella marmellata. In questo caso c’è da mettere in bilancio, oltre alla perdita delle reti, un verbale amministrativo che è di 3.000 euro per i pescatori sportivi e 6.000 per i professionisti. Tuttavia tra pescatori senza scrupoli e severi custodi del mare la sfida continua. Giovedì scorso l’equipaggio del battello pneumatico GC A07, nel corso di un mirato pattugliamento di polizia marittima effettuato sul litorale, ha scoperto e sequestrato numerose reti da pesca calate a due passi da “casa”, all’interno del porto commerciale, in prossimità delle banchine di attracco delle navi mercantili. I controlli, che si sono protratti per circa 4 ore, hanno consentito di recuperare e sequestrare oltre 700 metri di reti.
“I trasgressori – fanno sapere dalla Centrale operativa della Capitaneria di porto – se individuati, oltre al reato di pesca abusiva tentata all’interno di uno scalo marittimo, dovranno rispondere anche di attentato alla sicurezza della navigazione, avendo intralciato il transito delle navi e le operazioni di ormeggio/disormeggio dalle banchine. L’operazione portata a termine – viene inoltre precisato – rientra in una mirata e specifica campagna di prevenzione, controllo e repressione, condotta sull’intera “filiera ittica”, a mare e a terra, che verrà ulteriormente intensificata nei prossimi giorni per contrastare la pesca abusiva, ivi comprese le attività svolte in zone e periodi vietati, la cattura di specie ittiche sotto misura e l’uso di attrezzi non conformi alle normative nazionali e comunitarie vigenti”.
© Riproduzione riservata