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I fiori degli stiddari vittoriesi imposti dai clan nei cimiteri di Palermo
27 Giu 2023 11:19
Imponevano il monopolio della vendita ambulante del pane, controllando le postazioni e talvolta imponendo i prezzi di vendita dei prodotti. Inoltre, avevano stabilito un monopolio nella fornitura di fiori presso i venditori palermitani vicino alle aree cimiteriali di Sant’Orsola e Santa Maria dei Rotoli. Questo monopolio sarebbe stato a favore di imprese ragusane legate al clan mafioso Carbonaro-Dominante di Vittoria. E’ quanto è stato scoperto nel quartiere Villaggio Santa Rosalia di Palermo.
L’ORGANIZZAZIONE DEL MONOPOLIO
Sembrerebbe che il figlio del presunto capofamiglia, Vincenzo Sorrentino, abbia svolto un ruolo di supplenza per suo padre, curando gli interessi economici e criminali del clan. Avrebbe ricevuto il supporto di un altro affiliato giovane che agiva come “braccio operativo” e fungeva da collegamento con i vertici della famiglia.
Utilizzando videochiamate introdotte durante l’emergenza pandemica per agevolare i contatti tra detenuti e familiari, avrebbe convocato numerosi affiliati per impartire ordini e direttive, rafforzando la sua autorità attraverso la sua immagine e ricevendo segni di fedeltà che rispettavano il codice mafioso.
LE INDAGINI
La misura cautelare è stata eseguita nei confronti di 33 persone, di cui 25 sono state poste in custodia in carcere, una agli arresti domiciliari e sette colpite dalla misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di reati legati all’associazione mafiosa, al trasferimento fraudolento di valori, al traffico di stupefacenti con l’utilizzo del metodo mafioso.
Il provvedimento cautelare ha comportato anche il sequestro preventivo di 6 attività commerciali nel settore della ristorazione, del commercio al dettaglio di generi alimentari, del trasporto merci su strada e del movimento terra, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro.
Per l’esecuzione dell’ordinanza, sono stati impiegati 220 militari della Guardia di Finanza provenienti da vari reparti, tra cui quelli di Palermo, Caltanissetta, Agrigento, Siracusa e Trapani. Inoltre, sono in corso numerose perquisizioni nei luoghi legati agli indagati.
Le indagini sono state condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo – Gico, con il supporto della polizia penitenziaria della casa circondariale “A. Lorusso – Pagliarelli”.
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