Hotspot e centri di prima accoglienza: esposto del Codacons per tortura, epidemia, lesioni e maltrattamenti

Dopo la recente ordinanza n. 33/2020 emanata dal Presidente della Regione Siciliana in ordine alla chiusura degli hotspot in Sicilia il Codacons solleva la grave questione del trattamento degli stranieri irregolarmente presenti nel territorio dello Stato ed i rischi della loro accoglienza nell’isola.

Con un esposto-denuncia, redatto dagli avvocati Dario Riccioli, Carmelo Sardella e Attilio Toscano; indirizzato alle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Agrigento, Ragusa, Messina e Caltanissetta, il Codacons Sicilia denuncia le gravi violazioni dei diritti fondamentali dell’uomo, il sovraffollamento ed il trattamento inumano e degradante avvenuto nelle strutture di primo soccorso e accoglienza, c.d. hotspot, di Lampedusa, Pozzallo e Messina, nel centro di prima accoglienza (cpa) di Caltanissetta, nonché il pericolo concreto che, dalla condotta posta in essere dai rappresentanti dello Stato (ammassare negli hot spot regionali e CPA immigrati affetti dal coronavirus) ne sia già derivato il pericolo della diffusione della malattia a un numero indeterminato di persone, costituito non solo dagli ospiti degli hot spot, ma dai cittadini della regione siciliana che, venuti a contatto con i migranti già scappati dalla struttura e affetti dal germe patogeno, sono a rischio di infezione da coronavirus.

“Assistiamo da anni ad una gestione fallimentare e criminogena degli hotspot e centri di prima accoglienza in Sicilia, afferma l’Avv. Carmelo Sardella, Dirigente dell’Ufficio Legale Codacons Sicilia, con la mancanza di salubrità e delle minime condizioni igienico sanitarie di tali strutture che ha ora ripercussioni dirette sul fronte della salute pubblica. Riteniamo, pertanto, necessario che le Procure adite svolgano tutte le indagini del caso per accertare i fatti, alla luce delle ipotesi di reato di tortura, epidemia dolosa (o colposa), lesioni personali e maltrattamenti, nonchè l’eventuale sussistenza di manovre speculative.”.

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