GREENPEACE A LICATA SINTESI DELL’INTERVENTO

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Porto i saluti del Sindaco di Scicli, Franco Susino, che come i colleghi Assessori e i Sindaci qui in sala sanno bene è sempre presente ovunque si tratti della difesa del territorio contro le trivellazioni.  Scicli si è sempre opposta e ha sempre prodotto o aderito a documenti tecnici  e/o politici contro questa forma di aggressione di un territorio altamente vocato al turismo di qualità, sempre supportata peraltro dalla (ex) Provincia, da Legambiente, dalle Associazioni cittadine, sperando di non dimenticare nessuno.   Anche oggi esprimerò la totale avversità di Scicli alle trivellazioni marine, che rappresentano il tema principale della riunione presso la nave Rainbow Warrior, organizzata da Greepeace, che ancora una volta ringraziamo.

Aggiungo che come semplice cittadino e come Amministratore,  sono profondamente turbato dall’uso di norme e decreti che “sbloccano”, come il cosiddetto “Sblocca Italia” che oggi porta verso le trivellazioni a mare, poiché annullando le volontà dei Territori sono eticamente inaccettabili; inoltre, come risultato ultimo favoriscono la grande speculazione, sviando l’attenzione dei cittadini con il seducente messaggio della promessa di forzare le maglie dell’”odiata burocrazia”. Peraltro, Il profilo di incostituzionalità è evidente a molti e quello di immoralità altrettanto forte, ma nascosto ai meno attenti, poiché il risultato pratico è che se si volessero costruire palazzi nei centri urbani del Val di Noto, distruggendone per sempre l’identità e polverizzando l’unica ricchezza che oggi possediamo, questo potrebbe divenire possibile. 

Come rappresentante eletto del sito del Val di Noto in ambito Unesco debbo rimarcare che qui e oggi dobbiamo definitivamente prendere consapevolezza del valore che all’area mediterranea viene attribuita dai maggiori economisti – filosofi del nostro tempo,  i quali  vedono negli stili di vita vissuti dalla nostra gente nell’ambiente meraviglioso che li circonda il nucleo di un nuovo e diverso modo di vivere da esportare presso le altre culture. Oggi pertanto, le trivellazioni e, molto di più, l’intero decreto Sblocca Italia n.133/2014, non possono essere trattati come un  fatto contingente, bensì come una battaglia fra stili di vita improntati alla cultura dell’area centro mediterranea e le politiche rapina provenienti da altri mondi. Un tentativo ulteriore di bruta colonizzazione che, questa volta, deve finire in un altro modo.

Mi farò portatore di un intervento mirato presso l’area culturale Unesco, in Italia come a Parigi.

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