GIOVANNI IACONO SU COPPIE DI FATTO ED UNIONI CIVILI

Queste alcune delle dichiarazioni di Giovanni Iacono indirizzate ai rappresentanti della petizione del 28 gennaio e al sindaco e ai consiglieri, in sede di Consiglio Comunale del 30 gennaio scorso. Il tema è abbastanza scottante: si parla di unioni civili e coppie di fatto: «Mediamente tra esame in Commissione e calendarizzazione in Consiglio il tempo è di 20-25 giorni. L’atto delle unioni civili non viene calendarizzato ma viene portato all’esame del Consiglio Comunale solo dopo 3 mesi e 1/2 dalla sua ricezione. Perché così tanto tempo? Per la semplice ragione che viene accolta la richiesta avanzata in sede di conferenza capigruppo da gruppi di minoranza di non portare per qualche settimana l’atto in Consiglio per avviare un confronto più ampio sul tema. Il 20 gennaio 2014 all’atto della discussione del punto sulle unioni civili viene chiesto da Consiglieri di minoranza che venga rinviato tutto ‘al prossimo consiglio comunale’. Il sottoscritto accoglie ancora tale proposta e all’unanimità viene deciso di esitare il punto delle unioni civili nel Consiglio Comunale del 28 gennaio 2014. Lo stesso giorno in cui dobbiamo esitare le unioni civili, poche ore prima del Consiglio Comunale, perviene la Vs richiesta di ‘sospensione’ o ‘rinvio’ che rappresentava l’ennesimo, ulteriore, rinvio dell’atto o, addirittura, la sospensione a trattarlo. Ciò che è avvenuto aiuta a comprendere che il tempo per discutere è stato lungo dando la possibilità a chi la pensava diversamente rispetto alla regolamentazione (questo è il compito di un regolamento…. ‘regolamentare’) di servizi in ambito locale di potersi documentare e confrontare. Vorrei tra l’altro sottolineare che l’Assemblea Regionale Siciliana nell’ultima Legge finanziaria regionale approvata da tutti i partiti di maggioranza dell’Assemblea ha previsto la possibilità di far concorrere le ‘coppie di fatto iscritte nei registri delle unioni civili comunali’, all’assegnazione di una casa popolare, ai bonus bebè o agli aiuti per l’acquisto della prima abitazione. In più la legge interviene anche in materia sanitaria. Non ho purtroppo riscontro, per un evento legislativo di tale portata, di dibattiti pubblici in materia. Tale norma che è stata definita di ‘grande civiltà’ dal Presidente della Regione è stata impugnata dal Commissario dello Stato perché ‘la norma in esame introduce un’ingiustificata disparità di trattamento all’interno della stessa categoria di ‘unioni di fatto’ in quanto potrebbero accedere alla piena parificazione con le famiglie tradizionali solo quelle iscritte negli appositi registri istituiti dai Comuni e quindi le coppie di fatto residenti in Comuni privi di tali registri sarebbero escluse. Da ciò si comprende che la bocciatura del Commissario dello Stato non è legata ad una interpretazione restrittiva ma ad una visione estensiva del diritto, in linea con la Costituzione, che la norma invece restringeva alle sole coppie di fatto iscritte nel registro comunale». Iacono rivendica, insomma, l’importanza di trattare un argomento tanto delicato quanto importante ed incombente per la situazione sociale attuale e futura, che vede sempre più le coppie di fatto non trovare risposte legislative ed istituzionali concrete alle proprie esigenze di status e di civiltà.

 

 

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