ESCLUSIVA Giallo morte Elisabetta Ciabani: colpo di scena potrebbe riaprire il caso


ESCLUSIVA RAGUSAOGGI.IT – Il risultato di una perizia grafologica eseguita su un foglietto rinvenuto il giorno dopo la scoperta del cadavere di Elisabetta Ciabani, proprio sulla terrazza del residence di Sampieri in cui la giovane fiorentina morì il 22 agosto 1982, irrompe con la forza del più clamoroso colpo di scena nel discusso caso di cronaca, due volte archiviato dai magistrati inquirenti della Procura di Modica come suicidio.

A distanza di quarant’anni dal fatto, la ricercatrice giudiziaria milanese Valeria Vecchione, che da anni segue le vicende del cosiddetto “mostro di Firenze”, ha collegato la grafia degli appunti contenuti in un foglietto strappato da un’agenda datata 27 ottobre di chissà quale anno, nel quale sono contenuti alcuni nomi e i numeri di tre appartamenti del Baia Saracena (6A, 16A – occupato da Elisabetta Ciabani con i familiari – e 18 A) con i reperti a disposizione del mostro di Firenze, autore (ma sarebbe meglio definirli autori, ndr) di otto duplici omicidi commessi fra il 1968 e il 1985. Il risultato della perizia è sconvolgente. Quella calligrafia rinvenuta a Sampieri appartiene senza ombra di dubbio a uno che aveva a che fare con il mostro, ma dall’altra parte della barricata.

Si tratta di Luigi Napoleoni, all’epoca ispettore della squadra mobile di Perugia, che dal 1971 al 1987 effettuò indagini proprio legate alla banda che nelle notti di plenilunio terrificò le campagne attorno al capoluogo toscano. Napoleoni è morto da tempo e non può più spiegare perché gli appunti spigolosi vergati dalla propria mano siano stati trovati accanto al cadavere di una ragazza che fra le amiche ne avrebbe avuta una assassinata proprio dal mostro, appena dieci mesi prima. Susanna Cambi, 24 anni, venne barbaramente uccisa insieme al fidanzato ventiseienne Stefano Baldi a Travalle di Calenzano, nella notte fra il 22 e il 23 ottobre 1981.
In tutti questi anni nessuno si è accorto del clamoroso particolare che in caso di conferma aprirebbe a diversi scenari, alcuni veramente inquietanti.

Ricevuta la perizia pro veritate firmata da uno dei migliori nel suo campo, il dottor Francesco Rende, perito grafologico giudiziario iscritto all’albo del Tribunale di Roma, Vecchione ha trasmesso la sua analisi al capo della procura di Ragusa, Fabio D’Anna, per le opportune valutazioni. Ragusaoggi ha potuto leggere il documento. Avvertimento ai lettori: al momento restiamo sempre nel campo delle ipotesi e non di indagini ufficiali.

“In data 4 settembre – scrive Valeria Vecchione – ho avuto modo di seguire in diretta una trasmissione sul canale YouTube (ancora online) che tratta il caso di Elisabetta Ciabani a cui partecipa il dott. Gian Guido Zurli (scrittore e regista), grazie al quale sono stati letti e mostrati i verbali redatti dalle forze dell’ordine nelle ore successive la morte dalla ragazza. Durante la lettura dei suddetti documenti si fa cenno anche al misterioso biglietto trovato il 23 agosto 1982 sulla scena del crimine dal giornalista dott. Giuseppe Calabrese (al tempo collaboratore della redazione di Video Mediterraneo), dettaglio che ricordavo ma che ho voluto riprendere e rispolverare all’interno del mio archivio perché non ne ricordavo le caratteristiche, ovvero contenuto e metodo di stesura. Non appena mi è apparsa l’immagine degli appunti ritrovati dal dott. Calabrese – continua Vecchione – sono rimasta pietrificata perché ho immediatamente riconosciuto la calligrafia e la mano che li redasse”.

“Pur non avendo dubbi sulla corrispondenza di calligrafia, per potere porre questo elemento alla Vostra cortese attenzione ho ritenuto necessario ottenere da un consulente specializzato un parere pro veritate in merito all’identità della mano”. Vecchione precisa che il perito Rende, “durante il suo accertamento, non era a conoscenza della natura dei documenti né di alcuna ipotesi sulla riconducibilità di qualsivoglia soggetto. È stata mia cura informare il perito solo successivamente il ricevimento della sua consulenza affinché potesse eseguire la perizia senza influenza e condizionamento alcuni”.

“Non mi è dato sapere il collegamento fra il caso Ciabani e le indagini relative ai delitti del mostro di Firenze, ma ritengo che questo nuovo elemento meriti un Vostro approfondimento al fine di poter fare maggiore chiarezza sulla morte della povera ragazza”, conclude Vecchione.

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