Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
E ORA IL BILANCIO
14 Nov 2013 00:27
Il regolamento della TARES, come era, del resto, ampiamente prevedibile, è stato approvato dopo due estenuanti lunghissime sedute, con 17 voti favorevoli, 6 contrari e due astenuti. Hanno votato a favore gli esponenti del Movimento 5 Stelle, mentre si sono astenuti Il Presidente del Consiglio Comunale Iacono e Ialacqua del Movimento Città.
L’Assessore alla Risorse Economiche, Stefano Martorana, ha difeso strenuamente la validità della scelta di adottare la Tares, ancorchè le disposizioni del Governo avrebbero permesso di mantenere la Tarsu.
Martorana considera la TARES un passaggio intermedio obbligato, attraverso una transizione morbida che evita altri aumenti di tasse. Più volte, nel corso dei vari interventi dei consiglieri è intervenuto per ribadire le sue perplessità sulla TARES, iniqua per come è stata definita anche dall’ANCE, con grossi limiti, ma anche per ribadire che non accetta le critiche per decisioni che l’amministrazione subisce per inique scelte del governo nazionale. In ordine al fatto che si sarebbe potuta mantenere la TARSU Martorana ha voluto evidenziare come si sarebbe dovuto cedere allo Stato una percentuale di 30 centesimi per metro quadrato, che avrebbe quasi vanificato i vantaggi della vecchia tariffa, senza parlare dell’obbligo di coprire, comunque, il 100% dei costi.
Nella difesa della TARES è intervenuto anche l’Assessore Conti che ha chiarito gli aspetti relativi al recupero delle somme per il mancato raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata, per cui è interessata anche l’avvocatura del Comune e per cui non si esclude un intervento della Corte dei Conti.
Al riguardo anche il Presidente del Consiglio ha voluto ricordare di aspettare gli esiti di un esposto sulla materia inviato alla Corte dei Conti, di cui è firmatario unitamente ai Consiglieri della passata amministrazione Martorana e Tumino.
Il coro delle opposizioni è stato unanime nel condannare la scelta dell’amministrazione, con vari toni e con sfumature diverse gli argomenti sono stati sempre gli stessi: mancanza di adesione degli amministratori a quanto proclamato in campagna elettorale, mancata considerazione degli avanzi di amministrazione, paradossale adozione di un regolamento che non avrà valore fra poche settimane, riduzione e agevolazioni di poco peso, una scelta finalizzata solo a fare cassa di cui gli amministratori dovranno assumersi la responsabilità, queste le tematiche centrali del discorso di Maurizio Tumino che ha anche cercato di chiarire gli aspetti legati alle somme che il Comune dovrebbe recuperare dal mancato raggiungimento degli obiettivi per la raccolta differenziata.
Giorgio Mirabella ha contestato il mancato rispetto di promesse in campagna elettorale, come nel caso degli sgaravi fiscali, contro ogni forma di pressione fiscale eccessiva si è dichiarata Elisa Marino mentre Sonia Migliore si è soffermata sul fatto che la manovra sottoposta all’approvazione del consiglio tartassa, in maniera iniqua, imprese e famiglie ma non fa menzione di anziani, disabili, disoccupati, studenti, associazioni culturali, ONLUS, per cui non sono previste agevolazioni o riduzioni della tariffa, problematiche a cui si riallacciato, successivamente, il consigliere Morando.
Giorgio Massari ha ripercorso quanto detto a proposito dell’IMU: ci potevano essere vie alternative alla tassazione a tutti i costi, ora si propone un regolamento inopportuno che danneggia famiglie e categorie produttive, con deleteri effetti depressivi sulle attività economiche. Grave non aver tenuto conto di macro elementi come economia e famiglia, producendo agevolazioni solo teoriche che dovrebbero essere concretizzate da conseguenziali atti deliberati, difficili da emanare entro l’anno.
Tempi lunghissimi per un dibattito che, favorito anche dalla stanchezza dei consiglieri e dal conseguente stato di tensione, facilmente scivola nella polemica e tracima oltre i limiti dell’ordine del giorno, a stento contenuto dalla Presidenza sempre attenta a spegnere sul nascere ogni possibile provocazione e ogni sorta di battibecco fra esponenti di maggioranza e opposizione.
Tutti attentamente preparati gli interventi dei grillini, gli unici della maggioranza a intervenire nel dibattito, ricorrendo, more solito, alla lettura con stile parlamentare.
Il consigliere Leggio è stato protagonista di un dotto intervento sulle problematiche della raccolta rifiuti, il consigliere Emanuela Nicita ha allargato il suo intervento su retoriche considerazioni di politica, vantando il lavoro dei grillini intenti a perseguire il bene della collettività fra le macerie che avrebbe lasciato la precedente amministrazione, Zara Federico ha platealmente voluto azzardare, incurante di ogni forma di possibile rispetto istituzionale e democratico, l’ipotesi che tutti gli interventi delle minoranze siano finalizzati solo a fare perdere tempo per trattenere i consiglieri oltre il tempo plausibilmente comprensibile per la trattazione degli atti all’ordine del giorno. Sarebbe bastato parlare solo di ostruzionismo, magari condito da qualche aggettivo colorito, per evitare che fossero sollevate polemiche ineccepibili dal punto di vista formale.
La critica per la perdita di tempo istituzionalmente definibile ostruzionismo, sicuramente, incontra la condivisione di molti ma purtroppo si scontra non solo con le più elementari regole istituzionali dell’attuale sistema politico ma rischia di suscitare giudizi estremamente negativi per tutto il movimento, prestando il fianco, legittimamente, a facili accuse di rifiuto e disprezzo della democrazia, che molti sono pronti a cavalcar e strumentalizzare.
Anche i secondi interventi sono stati caratterizzati da tematiche comuni: tutti i consiglieri delle opposizioni hanno voluto evidenziare la mancanza di consapevolezza della grave situazione che opprime le famiglie e le imprese, hanno lamentato l’impianto di un regolamento lacunoso e pieno di imperfezioni e contraddizioni.
Il prosieguo della seduta, nel pomeriggio di martedì, è stata la via Crucis delle opposizioni che, attraverso la presentazione di circa 60 emendamenti, hanno scelto la strada della contrapposizione ad ogni costo, nel vano tentativo di scardinare il fronte della maggioranza, fermo nell’intenzione di approfittare della forza dei numeri e indifferente ad ogni tipo di proposta.
Sono stati respinti tramite astensione o del tutto bocciati con voto contrario tutti gli emendamenti che prevedevano agevolazioni per anziani, disabili, associazioni di volontariato, onlus, famiglie in condizioni disagiate e a redditi bassi, come pure non si è tenuto conto di altre proposte che cercavano di tutelare attività produttive o strutture culturali. Si è tentata anche la carta dell’adozione di cani o gatti ospiti del canile comunale per cercare di aprire un varco nel fronte grillino, ma tutto è stato inutile.
Solo tre gli emendamenti per così dire accettati, due della Migliore e uno di Morando, rispettivamente quello che riduce a 60 giorni il tempo concesso agli uffici per eventuali rimborsi ai contribuenti a seguito di errori e quello che contempla l’aumento della quota variabile per gli istituti di credito dal 6,93 al 10%, mentre quello di Morando solleva dal pagamento, per i primi tre anni, le nuove attività in centro storico superiore.
Simile la decisione, proposta dai Cinque Stelle e adottata all’unanimità, riguardante l’esonero per tre anni per i possessori o per chi ristruttura casa in centro storico superiore.
Le dichiarazioni di voto delle opposizioni, espresse alla fine dell’esame degli emendamenti, ripercorrevano i temi già esposti.
Politicamente degna della massima attenzione e inevitabilmente foriera di valutazioni sugli accordi politici pre-ballottaggio la dichiarazione di astensione di Carmelo Ialacqua, rappresentante in Consiglio del Movimento Città, che ha voluto rimarcare, ancora una volta, la distanza dall’amministrazione per il mancato coinvolgimento nella stesura della manovra finanziaria e il ritardo nell’applicazione di ben precisi accordi politici, pur considerando con la dovuta attenzione l’apertura del Sindaco, chiaramente espressa in sede di presentazione alla stampa della bozza di bilancio.
A rimarcare il senso della posizione, sua e del Movimento rappresentato, ha espresso l’auspicio di un bilancio che si mantenga in un ambito di stabilità, addebitando ai governi nazionali il disastro della politica incapace di risolvere i gravi danni provocati da scelte non sempre rivelatesi azzeccate, le stesse che ora impongono ad una amministrazione locale decisioni dolorose per la comunità senza possibilità di adire a d alternative valide.
© Riproduzione riservata