DOVE SISTEMARE LE ANTENNE DI TELEFONIA MOBILE?

C’è un apposito “Regolamento comunale per l’insediamento e gestione delle stazioni radio base e delle fonti di emissione elettromagnetiche” che serve per regolamentare. fra le diverse norme contenute, anche il posizionamento delle antenne di telefonia mobile. Ma è un regolamento, fino ad ora, tenuto nel cassetto.

E’ quanto fa rilevare Giovanni Lauretta, coordinatore del circolo “Pippo Tumino” del Partito Democratico,  che, affrontando la tematica, ricorda che il suddetto regolamento fu approvato dal consiglio comunale, all’unanimità, nel 2004, dopo il lavoro svolto in commissione Ambiente, da lui stesso presieduta, con la collaborazione, a totale titolo gratuito, del tecnico Arpa Carmelo Lacognata, competente in materia. Purtroppo, da allora ad oggi, questo regolamento è rimasto inapplicato, anche se con delibera n. 79 del 9 settembre 2010 il consiglio comunale lo ha migliorato e all’unanimità rivotato.

Anche a nome del Circolo “Pippo Tumino”, Lauretta ritiene che il Comune di Ragusa possa e debba svolgere nella questione un ruolo guida, anche considerando che la mancata applicazione di tale regolamento possa costituire una perdita di opportunità per il reperimento di nuove risorse per le casse comunali e di garanzia per la salute pubblica.

Secondo Giovanni Lauretta Sarebbe opportuno avere contezza che:

l’art. 3 comma 4 del regolamento prevede che, di norma, “la collocazione delle antenne deve ricadere su aree o immobili di proprietà comunale…i proventi derivanti dai canoni di locazione costituiranno un apposito capitolo di bilancio vincolato alla tutela ambientale;

l’art. 2 persegue le finalità di assicurare il corretto insediamento urbanistico, tutelare la salute umana, l’ambiente ed il paesaggio come beni primari…fornire corrette informazioni alla popolazione mediante idonei canali di comunicazione…”.

Ad oggi la mancata applicazione del regolamento ha creato non solo il danno alle entrate comunali, per i mancati incassi che sono andati ai privati, ma anche la beffa ai cittadini, visto che l’inquinamento rimane in ogni caso un problema pubblico.

Difatti, decine di antenne avrebbero dato un gettito alle casse comunali di centinaia di migliaia di euro annualmente (il canone di una antenna va da 10 a 20mila euro annui), che si sarebbero potute utilizzare per iniziativa di tutela ambientale.

Il circolo “Pippo Tumino” propone di considerare  l’opportunità di utilizzare il regolamento ed invita l’amministrazione ad una riflessione sull’importanza di tali somme che potrebbero essere utilizzate per censire il territorio, ad esempio per il rischio amianto, e operare conseguentemente per la realizzazione  di un impianto di inertizzazione dei manufatti in amianto.

Ritornando al problema antenne, Lauretta ricorda all’amministrazione che i vecchi impianti di telefonia con contratto in scadenza possono essere ricollocati su siti comunali e, come recita l’art. 6 bis, i gestori presentano al Comune un piano annuale o pluriennale delle istallazioni fisse ricadenti entro aree circoscritte (entro un raggio di 300 metri), quindi ad esempio l’antenna da collocare a Gatto Corvino che in questi giorni suscita le proteste dei residenti potrebbe essere istallata nella rotatoria della Sp 25 (area pubblica) non oltrepassando l’area circoscritta dei 300 mt. dal punto selezionato in precedenza.

I cittadini, inoltre, devono sapere che gli impianti di telefonia sono stati classificati come strategici per l’interesse nazionale e, di conseguenza, non possono essere bloccati se i valori di emissione del campo elettrico sono inferiori a 5volt/metro. Il Comune tramite l’Arpa deve garantire i dovuti controlli rendendoli pubblici”.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it