DOV’È IL RINNOVAMENTO?

I ventimila elettori che hanno voluto decretare il pensionamento della vecchia classe politica con l’elezione del Sindaco grillino, determinando indirettamente anche l’affermazione di una schiacciante maggioranza in Consiglio Comunale, peraltro non indicata da quello che era stato il consenso per le liste e per le coalizioni, si aspettavano il rinnovamento della politica.

Lo spettacolo offerto dalla seconda seduta del Consiglio Comunale, in cui si doveva nominare il vicePresidente del civico consesso, non depone certo a favore di quanti  hanno inteso andare verso il cambiamento.

Una seduta che poteva essere di semplice routine, come lo è stata per gli altri punti all’ordine del giorno, che hanno visto esaurire in poco tempo gli adempimenti per le nomine dei componenti le Commissioni Consiliari, nonché quelli della Commissione Elettorale comunale e della Commissione per i giudici popolari.

Invece una estenuante seduta che ha trovato contrapposti la maggioranza, intenzionata a concedere la vice Presidenza alla minoranza, vista e considerata come un unico blocco di opposizione, e le varie forze di opposizione per cui è stato impossibile arrivare ad un accordo per accettare l’apertura.

Se risulta comprensibile la richiesta di rinvio dell’elezione alla prima seduta, per oggettive difficoltà di arrivare ad un accordo di fronte all’inaspettata concessione, non si trovano giustificazioni quando la patata bollente è stata ricacciata nelle mani della maggioranza.

Si inizia con l’immediata richiesta di una sospensione, che, more solito, dai dieci minuti passa alla mezzora, per poi ufficializzare, da parte di UDC, PD, Territorio, Megafono e Ragusa Domani il rifiuto di qualsiasi apertura, con l’anticipazione che sarà espressa l’astensione con scheda bianca. L’esito quindi scontato della votazione porta la maggioranza a chiedere il rinvio della seduta, non essendo in grado, o non volendo, esprimere un nome per la seconda carica del Consiglio.

Una politica nuova, avulsa dai riti della prima e seconda repubblica, avrebbe imposto accordi chiari e preventivi, se non alla prima, di certo alla seconda seduta: vi diamo la vicePresidenza, se non siete in grado di accogliere la disponibilità, indicheremo noi un nome. Invece soliti discorsi di rito, sfoggio di cortesia istituzionale a livello verbale, inutili precisazioni circa il fatto che non si stava attorno al tavolo per attendere una spartizione, cosa del resto scontata per una carica del tutto simbolica priva di contenuti economici, non in grado di influenzare, in maniera determinante, i lavori consiliari.

Strideva la rassegnata non belligeranza delle opposizioni, per una carica che, nei fatti, costituisce una medaglia senza valore, di fronte alla insistente offerta di una apertura che, nei discorsi, si palesa come un atteggiamento di facciata da esibire più alla collettività come gesto di estrema liberalità, piuttosto che agli avversari come reale segnale di apertura, tale solo in forma teorica.

Il fatto è che ventimila persone hanno votato per il cambiamento, molti degli elettori che non hanno visto la vittoria del proprio candidato, del proprio partito, alla fine si sono rivelati non solo rassegnati ma addirittura incuriositi da quello che potrà risultare il ‘nuovo’, ci si attende da una inaspettata, e per certi versi miracolosa schiacciante maggioranza grillina, qualcosa che ricordi Grillo, il Movimento 5 Stelle, non repliche sbiadite dei rituali della politica consueta.

Che motivo c’è di richiedere una sospensione di dieci minuti, che si estende di mezzora, per poi chiedere il rinvio della elezione ?

Forse i soli che hanno fatto qualcosa di ‘grillino’ sono stati Sindaco e Assessori che hanno disertato in massa la seduta, prevedendo, forse, come sarebbe andata a finire.

Resta un dubbio: se per la carica di vicePresidente del Consiglio fosse prevista una indennità, non è che le cose sarebbero andate diversamente?

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