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Dissesto del Comune di Modica: massa passiva da oltre 80 milioni ma le tasse non aumenteranno
16 Gen 2026 09:31
«Abbiamo voluto questa conferenza stampa perché ho sentito il dovere di informare Modica su un passaggio fondamentale della nostra azione amministrativa». Con queste parole il sindaco Maria Monisteri ha aperto l’incontro con la stampa tenutosi ieri pomeriggio a Palazzo San Domenico, occasione scelta per rendere noti i primi numeri ufficiali del dissesto finanziario del Comune.
Dalla prima rendicontazione effettuata dall’Organismo Straordinario di Liquidazione, dopo la valutazione di 387 istanze presentate dai creditori, emerge una massa passiva pari a 80 milioni e 121 mila euro. Un dato che rappresenta l’esito di sette mesi di lavoro continuo da parte dell’OSL, composto dal presidente Giuseppe Sapienza e dai componenti Giuseppe Bartolilla e Giovanni Torre, ai quali il sindaco ha rivolto un ringraziamento pubblico insieme agli assessori, ai dirigenti e agli uffici comunali.
«La delibera pubblicata oggi – ha spiegato Monisteri – mette un punto fermo sullo status quo, anche se la somma potrà variare man mano che proseguirà l’attività di accertamento e di ricezione delle istanze». I termini per la presentazione delle domande, infatti, non sono perentori e consentono l’inserimento di ulteriori crediti.
Il primo cittadino ha ricordato come, un anno fa, il 7 gennaio, la giunta comunale firmò all’unanimità il documento che portò alla dichiarazione di dissesto, una scelta «difficile ma necessaria», ribadendo che non fu un atto dettato dalla paura ma dalla responsabilità. Una decisione che ha segnato una frattura politica profonda con l’ex sindaco Ignazio Abbate, ma che oggi, alla luce dei numeri certificati, appare atto inevitabile.
La sindaca ha annunciato l’adesione dell’amministrazione alla procedura semplificata di liquidazione, proposta dall’OSL, che consentirà di definire in via transattiva le pretese dei creditori, con pagamenti compresi tra il 40 e il 60 per cento del debito ammesso, entro trenta giorni dall’accettazione.
Per far fronte alla massa passiva, il Comune potrà contare su circa 10 milioni di euro già accantonati in questi due anni, oltre all’aumento delle entrate tributarie, al recupero dell’evasione fiscale, agli avanzi di amministrazione derivanti dal taglio della spesa e all’alienazione di beni immobili, stimata in circa 2,5 milioni di euro.
«È cresciuta la percentuale dei cittadini che pagano le tasse comunali – ha sottolineato Monisteri – e questo agevola il percorso di risanamento. Non aumenteremo le tasse né introdurremo nuovi balzelli, ma per equità rafforzeremo i controlli».
Il sindaco ha precisato che quello presentato è solo un primo step del dissesto. Restano infatti da quantificare altre voci rilevanti, come il disavanzo di amministrazione accumulato negli anni, i debiti legati ai prestiti statali per il riequilibrio finanziario e i debiti fuori bilancio, la cui entità non è ancora definita.
Questi aspetti saranno affrontati in un secondo momento, con una nuova conferenza stampa già annunciata, per fornire alla città un quadro completo e trasparente della situazione.
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