DISACCORDI AL CONSIGLIO COMUNALE DI ISPICA

Riemergono i dissapori all’interno del Consiglio comunale di Ispica, dove la bocciatura di due iniziative promosse dalla minoranza fa riemerge prepotentemente le divergenze tra maggioraza e opposizioni. Ad insorgere è il movimento civico “Cambiamo davvero Ispica” che si è visto bocciare la proposta del proprio consigliere Massimo Spataro che riguardava un emendamento al Programma Triennale delle opere pubbliche, col quale si voleva anticipare e sanare una delle inadempienze dell’ex amministrazione, ovvero di asfaltare e completare le opere di urbanizzazione primaria delle uniche due vie ricadenti nel centro abitato (prolungamento via Asinara e via del Carrubbo), che a tutt’oggi continuano a creare disagi per residenti ed utenti. La seconda proposta, sempre presentata e condivisa dai consiglieri di minoranza, riguardava la mozione sul baratto amministrativo, opportunità di collaborazione tra cittadini ed amministrazione prevista dall’articolo 24 della legge 164/2014. In pratica in cambio di alcuni lavori socialmente utili e di pubblica utilità resi al Comune, il cittadino ottiene uno sgravio o un’esenzione su alcuni tributi comunali. “Ancora una volta – ha dichiarato il consigliere comunale Massimo Spataro – osserviamo un’amministrazione che da un lato sbandiera l’ abbassamento delle tasse, dall’ altra non riesce a garantire i servizi essenziali ai propri cittadini. Questa volta sono arrivati, addirittura, a votare la stessa delibera della vecchia amministrazione (Programma Triennale OO.PP.) che continua a considerare gli ispicesi-contribuenti come cittadini di serie B, con strade ancora da urbanizzare e senza nessun progetto per la sicurezza stradale”. A proseguire con le accuse verso l’Amministrazione anche il coordinatore Paolo Monaca: “Tutto ci saremmo immaginati ma non che l’amministrazione comunale con la propria maggioranza in consiglio, potesse votare contro la proposta sul baratto amministrativo. Voto contrario motivato dallo stato di dissesto finanziario in cui si trova la nostra città. Ciò ha dell’incredibile perché già altri comuni in dissesto hanno deliberato favorevolmente e ricorso a questa opportunità prevista dalla legge. Ma soprattutto, ci chiediamo, come mai l’amministrazione comunale usa la scusa del dissesto quando ci sono da approvare le proposte della minoranza, mentre si dimentica dello stesso stato di dissesto finanziario quando deve approvare populiste e demagogiche promesse elettorali?”.

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