Da lunedì 6 luglio il Centro diagnosi e trattamento intensivo precoce per i disturbi dello spettro autistico dell’ASP di Ragusa avrà una nuova sede temporanea. Le attività saranno infatti trasferite nei locali comunali di via Berlinguer, messi a disposizione dal Comune di Ragusa attraverso un contratto di comodato d’uso gratuito, così da garantire la piena […]
DENUNCIA INADEMPIENZE PER CONTROLLI E VERIFICHE STRUTTURALI E FUNZIONALI
14 Apr 2014 05:11
In data 9/10/2013 il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modica trasmetteva l’allegato esposto agli uffici competenti e responsabili tramite il quale venivano portate a conoscenza, in ottica preventiva, deficienze strutturali e funzionali dell’immobile ove insiste il Tribunale di Ragusa.
In particolare si ponevano all’attenzione dei destinatari le problematiche riconducibili a precise norme sulla tutela e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, oltre che sull’uso legittimo della struttura immobiliare e sui sistemi di protezione della pubblica incolumità, quali: la resistenza al fuoco, le vie di fuga, i corridoi ciechi, i percorsi e le vie d’esodo, le vie d’uscita, in particolare quelle a piano, gli impianti antincendio, l’illuminazione e l’areazione, il controllo dei rumori.
Tale problema nasceva dalla condotta del tutto imprevidente dei responsabili e attuatori della cosiddetta riforma della geografia giudiziaria, i quali non hanno proceduto alla necessaria verifica preventiva della idoneità degli immobili accorpanti a recepire il carico di lavoro e di persone (operatori tutti di giustizia oltre che le relative utenze) degli uffici soppressi. La verifica preventiva, peraltro, è imposta da inderogabili e categoriche norme di legge.
In data 17/10/2013 il Consiglio dell’Ordine ribadiva il contenuto dell’esposto agli stessi destinatari denunciando, fra l’altro, che “….persiste un’intollerabile violazione delle disposizioni normative, che obbligano il datore di lavoro ad adottare tutte quelle misure che secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale dei lavoratori e comunque tutti i soggetti che frequentano i locali aperti al pubblico, quale è un palazzo giudiziario”.
Nonostante il notevole lasso di tempo non è dato sapere, ad oggi, di interventi di controllo e di verifica nonchè della idoneità strutturale e funzionale dell’immobile ospitante il Tribunale di Ragusa. Certo è che permane lo stato di “intollerabile violazione delle disposizioni normative” denunciate.
In data 13-22/11/2013 l’Ordine degli Avvocati di Modica ha notificato a vari destinatari atto dichiaratorio mediante il quale è stata formalmente ribadita – nell’ambito del più generale e pericoloso rischio sismico che interessa la zona “2” (rossa), qual’è quella del territorio ibleo – la pericolosa operatività della struttura del Tribunale di Ragusa, così come utilizzata dai suoi responsabili a vari livelli, “che tale sede, che si sviluppa in più piani, non è servita da idonee vie di fuga per il caso di eventi sismici ed è assolutamente insufficiente ad ospitare il personale e gli utenti che vi operano, posto che sono assenti le necessarie garanzie delle norme di sicurezza”. Contestualmente è stata denunciata la specifica violazione dell’obbligo di verifica della struttura (ex art. 3 L. 225/1992 e OPCM n. 3274/2003), scaduto il 31/03/2013.
Frattanto è venuto alla luce un documento dal contenuto allarmante, a firma congiunta dei capi degli Uffici Giudiziari di Ragusa – Presidente del Tribunale e Procuratore della Repubblica – in cui si legge che l’immobile “presenta criticità strutturali”.
I doverosi controlli, ove compiuti, avrebbero portato alla verifica della esistenza e/o della validità delle certificazioni e delle autorizzazioni, ai fini del corretto e legale uso della struttura, oltre che della idoneità della medesima e degli impianti tecnici e tecnologici, di riscaldamento e del gruppo di continuità elettrica..
Ordunque, i controlli e le verifiche richieste avrebbero dovuto essere eseguiti tempestivamente dagli uffici competenti, i quali istituzionalmente debbono assicurare con il loro intervento non solo la idoneità dell’immobile, ma soprattutto la tutela e la sicurezza in via preventiva delle persone che per ragioni di giustizia frequentano il luogo pubblico, esposto per tale qualità a maggiori e più pericolose conseguenze.
Di converso, pare che tali controlli e verifiche siano stati omessi con conseguente responsabilità di chi vi sarebbe stato tenuto, del caso aggravata da un ingiustificato metus riverenziale.
Si confida in un pronto intervento delle Autorità in indirizzo.
Il teso integrale dell’atto ispettivo della sen. Padua
NTERROGAZIONE AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
Premesso che:
il 16/9/2011 è stata pubblicata in G.U. la legge nr. 148/2011 che delegava il Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di sua entrata in vigore, uno o più decreto legislativi per riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa ed incremento di efficienza con l’osservanza dei principi e dei criteri direttivi ivi enunciati;
con D. Lgs. nr. 155/2012, in vigore dal 14 settembre 2013 (art.11), sono stati soppressi (art.1) i tribunali ordinari, le sezioni distaccate e le procure della Repubblica di cui all’allegata tabella A), fermo il potere del Ministro, in presenza di specifiche ragioni organizzative o funzionali, di disporre l’utilizzo a servizio del tribunale, per un periodo non superiore a cinque anni, degli immobili di proprietà dello Stato, ovvero di proprietà comunale, interessati da interventi edilizi finanziati ai sensi dell’art. 19 della legge n. 119/1981 adibiti a servizio degli uffici giudiziari; dal provvedimento non sarebbero dovuti derivare (clausola di invarianza, art. 10) nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica;
con D.M. 8.8.2013 il Ministro pro tempore, vista la nota 29.4.2013, prot. N. 723/U del Presidente del Tribunale di Ragusa (accorpante) – che rappresentava la necessità di disporre dei locali dell’ex Tribunale di Modica (accorpato) per cinque anni e per tutto il contenzioso civile – ne autorizzava l’utilizzo solo per anni due e limitatamente agli affari pregressi del contenzioso civile; il decreto è stato impugnato avanti il TAR di Catania, che ha negato la misura cautelare, concessa, seppure in parte, dal Consiglio di Giustizia Amministrativa in sede di appello;
in data 12 settembre 2013 si è costituito il Comitato permanente “Pro Tribunale Modica” finalizzato a contrastare l’attuazione del progetto di riforma della geografia giudiziaria nei termini di cui al D. Lgs. n. 155/12 apparsa, sin dalle prime battute, in palese contrasto con i proclamati principi di risparmio della spesa e di incremento di efficienza; a tale effetto il Consiglio dell’Ordine Forense di Modica, che ha aderito al Comitato, trasmetteva ai responsabili degli uffici preposti un esposto (all.1) mediante il quale venivano portate a conoscenza, in ottica preventiva, deficienze strutturali e funzionali della struttura giudiziaria accorpante; in data 17/10/2013 lo stesso Consiglio reiterava l’esposto (all.2) denunciando l’intollerabile violazione delle disposizioni normative che obbligano il datore di lavoro ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare la integrità fisica e morale dei lavoratori …, senza averne tuttavia riscontro;
nel corso della riunione della Commissione di Manutenzione del Tribunale di Ragusa del 3 ottobre 2013, convocata in conseguenza della notifica di tali atti, emergeva una relazione, a firma del tecnico nominato dal Capo dell’Ufficio, in cui si legge che l’immobile presenta criticità strutturali;
in data 13-22/11/2013 numerosi avvocati del Foro hanno notificato (all.3) a vari destinatari un dichiaratorio per denunciare – nell’ambito del più generale rischio sismico che interessa la zona “2” (rossa) quale è quella del territorio ibleo – la pericolosa operatività della struttura giudiziaria di Ragusa, non antisismica e priva di idonee vie di fuga nonché, contestualmente, la violazione dell’obbligo di verifica della struttura ex art. 3, L. 225/92 e OPCM n. 3274/2003 scaduta il 31.3.2013;
in data 23 novembre 2013, veniva denunciato alla Procura della Corte dei Conti di Palermo lo spreco di risorse che l’accorpamento a Ragusa del Tribunale di Modica e della sezione distaccata di Vittoria avrebbero determinato, quantificate in oltre due milioni di euro annui;
il Comitato “Pro Tribunale Modica” non ha mai contestato i principi sottesi alla legge di riordino della geografia giudiziaria, che ha fatto propri e dei quali ha chiesto la corretta attuazione ed ha invocato, anzi, il miglior utilizzo della struttura giudiziaria di Modica, funzionale ed antisismica, inaugurata appena nell’anno 2004 e per la cui realizzazione sono stati impegnati oltre dodici milioni di risorse pubbliche;
il Comitato – del quale sono parte le massime autorità istituzionali, associazioni, movimenti, sindacati e singole personalità del comprensorio già facienti capo al circondario del Tribunale di Modica – ritiene non assistite dalla legge e dal buon senso disposizioni che impongono agli utenti l’utilizzo di una struttura vetusta, non antisismica, inadeguata sotto il profilo della sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro ed il contestuale abbandono di altra moderna, capiente, efficiente, funzionale ed antisismica;
preso atto che:
Le iniziative del Comitato, assistite dalla deputazione del comprensorio, sono state più volte presentate a Roma, al Ministro Cancellieri e al Presidente della Commissione di monitoraggio nonché, a Palermo, al Presidente della Regione Crocetta, il quale ha confermato la disponibilità dell’Ente a farsi carico delle spese di gestione e di funzionamento del palazzo di giustizia di Modica nell’ambito della previsione di cui all’art.1, comma 397, della Legge di Stabilità dello Stato approvata il 30 dicembre 2013;
A fronte di ragioni così forti e di comportamenti assolutamente rispettosi della legalità, il Comitato ha dovuto prendere atto dell’apertura di fascicoli di indagine da parte della Procura della Repubblica di Ragusa e di convocazioni di suoi rappresentanti, da parte della Polizia Giudiziaria, prima, e di dirigenti della Questura poi, presso i cui uffici sono stati sentiti in qualità di persone informate sui fatti circa ipotesi di reato sin qui a carico di ignoti;
ritenuto che
la nascita e le attività del Comitato “Pro Tribunale Modica” costituiscono attuazione del diritto costituzionale dei cittadini di associarsi liberamente per fini non vietati ai singoli dalla legge penale (art. 18 Cost.);
la tempistica delle attività di indagine appare quasi coerente con gli esposti inviati ai vari destinatari, tra questi, oltre la locale Procura della Repubblica, anche la Procura della Repubblica di Messina, la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania e la stessa Procura Generale presso la Corte di Cassazione;
il Comitato intende proseguire nelle iniziative intraprese, e ne è riprova la denuncia delle inadempienze da ultimo inoltrata con atto 27.2.2014;
si chiede di sapere:
se il Ministro ritenga rituale, adeguata, proporzionata ai fatti esposti, rispettosa della libertà di associazione garantita dalla Costituzione, l’iniziativa assunta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa;
se ritenga consequenziali e congrui i provvedimenti adottati dal Presidente del Tribunale di Ragusa volti a concentrare la gestione di tutte le domande di giustizia provenienti dall’intero territorio ibleo nella struttura giudiziaria di Ragusa, inadeguata ancor prima dei disposti accorpamenti, dismettendo già ora, di fatto, il presidio giudiziario di Modica, svuotato nell’organico e nella trattazione degli affari;
se ritenga conforme alle aspettative di efficienza di giustizia il silenzio riservato agli esposti che, sotto diversi profili, sono stati inoltrati ai vari destinatari;
se non ritenga utile accertare la congruità, la produttività e le reali finalità delle iniziative della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa nonché le ragioni del silenzio che le autorità in indirizzo hanno riservato agli esposti enunciati nelle premesse.
PADUA
© Riproduzione riservata