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Dearica Hamby è una giocatrice della Passalacqua spedizioni
30 Giu 2017 09:22
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La forte lunga statunitense completa insieme ad Astou Ndour e Jessica Kuster il
trio di straniere che dovranno rappresentare, insieme al nucleo delle italiane,
il valore aggiunto della formazione di coach Gianni Recupido che il prossimo
anno sarà impegnata in campionato e in Eurocup. Nata a Marietta, capoluogo
della Contea di Cobb di 60.000 abitanti, nello Stato della Georgia, il 6
novembre del 1993, Hamby era seguita da tempo dallo staff biancoverde, ed ha
colpito fin dagli esordi in WNBA nel 2015 per la sua versatilità e duttilità,
nonché per il suo eccellente dinamismo completato dai suoi 191 cm per 86 Kg,
che le attribuiscono la dimensione del lungo moderno. Grazie a queste sue
caratteristiche, la star Usa può giocare indifferentemente in più spot,
riuscendo ad esprimere il proprio talento a tutto campo. Hamby è dotata di
grande intelligenza cestistica, corre bene in campo sfruttando il suo
atletismo, permette di trovare ottime soluzioni in situazioni di pick &
roll ed assicura un consistente numero di rimbalzi per minuti giocati. Inoltre,
riesce a sfruttare la sua mobilità per attaccare il canestro in palleggio e le
lunghe leve per ricevere spalle a canestro, guadagnandosi molto spesso punti
preziosi e falli subìti.
Durante i suoi anni al college di Wake Forest, l’atleta
statunitense ha infranto diversi record, il più importante dei quali nel suo
anno da Junior, stagione nella quale ha giocato tutte le 31 partite, conducendo
la conference per punti (22.0) e rimbalzi (11.0), tirando con oltre il 55% dal
campo. L’ottima capacità di intendere il gioco l’ha portata ad aggiungere a
questi numeri anche ben 61 assist e 33 stoppate durante la stagione, con 21
“doppie doppie” stagionali e quasi la prima “tripla doppia” della storia del
college, mettendo a referto 25 punti, 16 rimbalzi e 8 assist contro Pitt
University, con conseguente investitura di giocatrice dell’anno 2013-14 a Wake
Forest. Ha chiuso il programma stabilendo il record collegiale di 1.081 punti e
1.021 rimbalzi, chiudendo la stagione da Senior 2014-15 con 20.3 punti e 10.7
rimbalzi, aggiungendo i record di all-time leading in doppie doppie, tiri
liberi segnati, canestri dal campo, media rimbalzi, stoppate, partite e minuti
giocati.
Scelta al Draft WNBA del 2015 da San Antonio alla numero 6
del primo giro, Hamby ha totalizzato 6.1 punti e 4.1 rimbalzi di media in 17
minuti nella sua stagione da rookie sotto la guida tecnica di coach Hughes e
9.0 punti, 5.1 rimbalzi e 1.0 assist in 25 minuti nella stagione 2016, giocando
tutte le 25 partite in quintetto prima di fermarsi nel mese di settembre per
portare avanti la gravidanza e dare alla luce la figlia Amaya, il 5 febbraio
2017. Dal mese di aprile, Hamby si è rimessa al lavoro seguendo un programma specifico
che l’ha portata a ritrovare in breve tempo un ottimo stato di forma e a
riaggregarsi in tempi record con le Stars, tornando subito in campo per la
stagione WNBA 2017.
Nonostante la franchigia texana stia attraversando forse il
peggior periodo della propria storia cestistica sotto la nuova conduzione di
coach Vickie Johnson, Hamby sta attualmente viaggiando a 6.6 punti, 3.1
rimbalzi, un assist ed una rubata, tirando con il 41,5% dal campo, in soli 16
minuti di media giocati, partendo spesso dalla panchina (high stagionale di 17
punti, 5 rimbalzi, 4 assist e 4 palle rubate in 30 min. contro Chicago nella
gara giocata il 10 giugno scorso).
Per la stagione 2017-18, nella quale, tra le altre cose,
ritroverà in Sicilia l’ex compagna Astou Ndour, Dearica Hamby ha scelto la
casacca numero 25.
Quanto è stata
importante la tua compagna Astou Ndour in questa decisione?
“Sono stata spinta a questa scelta soprattutto dal forte
interesse che il club di Ragusa ha manifestato nei miei confronti, nonostante
venissi dalla recente nascita della mia prima figlia. Ho avvertito davvero il
loro desiderio di avermi e il loro credere in me: e questo è stato molto
importante. Ad Astou ho chiesto solo alcune informazioni, e non nascondo che
sarà bello giocare in squadra con qualcuno che conosco, ma non è stato questo
un fattore determinante nella scelta. Inoltre, mi piace la cultura italiana:
provenendo da una esperienza in Corea, so che sarà tutto un po’ diverso.
Sai che gli obiettivi
di Ragusa nel campionato italiano sono sempre molto alti. Quali sono le tue
personali aspettative?
“Voglio solo contribuire in ogni maniera a far sì che la
squadra vinca. Personalmente, voglio sempre competere e giocare con il massimo
dell’energia: quando riesco a farlo, tendo a segnare molto e ad essere efficace
a rimbalzo”.
Sei sicuramente una
giocatrice delle più complete: puoi giocare in quattro ruoli e segnare in modi
molto diversi. C’è qualche aspetto che pensi di poter ancora migliorare?
“Posso sicuramente crescere e continuerò a lavorare sul mio
gioco sempre! Sono conosciuta per le mie capacità di giocare su tutto il campo,
ma mi piacerebbe migliorare le mie percentuali. Ho fatto un buon lavoro per
rimettermi in forma dopo il parto, ma ho bisogno di continuare ad impegnarmi
per tornare in ritmo e per riacquistare i miei movimenti. Voglio lavorare anche
sul ball-handling e, in generale, vorrei diventare ancora più consistente come
giocatrice”.
Se pensi alla tua
carriera fino ad oggi, dal College a Wake Forest con coach Hoover, fino alla
Wnba, passando anche attraverso la Corea, quale è stato il tuo momento
migliore? Quale quello più difficile? C’è qualcuno in particolare che ti senti
di dover ringraziare?
“Penso che l’esperienza più bella, fino ad adesso, sia stata
il mio anno in Korea. Non ero mai davvero uscita dagli Stati Uniti prima di
allora, e per questo temevo, inizialmente, che potesse essere difficile… invece
mi sono divertita molto! Ho giocato una buona stagione e la nostra squadra era
discretamente forte. Il momento più duro è forse quello attuale. Ho avuto Amaya
cinque mesi fa e solo ora riesco a risentirmi me stessa come atleta: essere
stata per due anni titolare in Wnba ed avere quest’anno un ruolo diverso ha
inciso un po’ sulla mia fiducia. Ma devo ricordarmi che ho appena avuto una
bambina e quindi ci vorrà tempo. E’ un processo, e tornerò presto al 100%. Per
i ringraziamenti… la mia famiglia anzitutto; il mio compagno, che mi permette
con i suoi sacrifici di essere la miglior giocatrice e la migliore mamma
possibile; e poi, davvero, tutte le persone intorno a me: tutti hanno giocato
un ruolo per permettermi di essere quella che sono, e ringrazio ciascuno
sinceramente”.
Come hai
sottolineato, non sei solo una grande giocatrice, ma anche una giovane mamma.
Congratulazioni per la tua splendida bimba. E’ difficile conciliare le due
cose?
“Grazie! Come dicevo prima, la maggiore difficoltà adesso è
mentale, nel cercare di tornare al mio livello come atleta. Da mamma, sono
felicissima. Ho una brava bimba, dorme tutta la notte, non piange e questo mi
aiuta davvero moltissimo. Sono contenta nel sapere che viaggerà attraverso il
mondo con i suoi genitori. Riesco a separare la due cose: naturalmente Amaya
viene prima di tutto, ma durante gli allenamenti e le partite sto concentrata
solo su quello che devo fare. Al termine, sono al 100% per lei. Sono davvero
grata al club di Ragusa per avere capito la mia situazione e aver mostrato
flessibilità. Tutta la mia famiglia ha molto apprezzato questo”.
Amaya è pronta per
diventare la mascotte ufficiale della squadra?
“Prontissima! E io non vedo l’ora!”.
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