Davide Simone Cavallo, accoltellato e reso disabile: condanna a 20 anni per il 19enne aggressore

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Vent’anni di carcere per il giovane che accoltellò lo studente universitario Davide Simone Cavallo riducendolo in fin di vita e causandogli danni permanenti. È la sentenza pronunciata dal gup di Milano Alberto Carboni nei confronti del 19enne Alessandro Chiani, riconosciuto colpevole di tentato omicidio pluriaggravato per l’aggressione avvenuta il 12 ottobre 2025 in zona Corso Como.

Condannato anche Ahmed Atia, 18 anni, a dieci mesi per omissione di soccorso. Il giovane verrà scarcerato. Cadono invece nei suoi confronti le accuse più gravi di tentato omicidio e rapina.

Una vita stravolta dopo l’aggressione

L’accoltellamento aveva sconvolto Milano e il mondo universitario. Davide Simone Cavallo, 22 anni, studente dell’Università Bocconi, era stato aggredito da un gruppo composto anche da tre minorenni. Le ferite riportate lo hanno lasciato disabile, cambiando radicalmente la vita della sua famiglia.

Il giudice ha disposto una provvisionale immediatamente esecutiva da 500mila euro per Davide e da 50mila euro ciascuno per i genitori e il fratello diciannovenne. Il risarcimento definitivo sarà quantificato in sede civile.

La famiglia costretta a cambiare vita

I legali della famiglia, Luca Lazzaroni, Giovanni Azzena e Luca Degani, hanno spiegato come il dramma abbia travolto l’intero nucleo familiare.

Il padre, sessantenne, sarà costretto a continuare a lavorare oltre quanto previsto. La madre ha lasciato la professione di agente immobiliare per assistere il figlio quotidianamente, mentre il fratello, studente del Politecnico, ha iniziato a lavorare dopo la tragedia.

Secondo i difensori, ora la priorità è garantire alla famiglia una stabilità economica che possa assicurare assistenza e futuro al giovane.

“Il giudice più severo della vittima”

L’avvocato Guglielmo Gulotta, difensore di Alessandro Chiani, ha annunciato ricorso contro la sentenza, sottolineando come il giudice abbia riconosciuto il tentato omicidio pluriaggravato e abbia inflitto una pena superiore rispetto alle richieste della Procura, che aveva chiesto 12 anni.

“Il giudice è stato più severo della vittima”, ha dichiarato il legale a margine dell’udienza.

Il momento che ha colpito l’aula: l’abbraccio tra Davide e Ahmed

Tra i momenti più intensi del processo c’è stato l’abbraccio tra Davide Simone Cavallo e Ahmed Atia, poco prima che quest’ultimo venisse accompagnato fuori dall’aula dalla polizia penitenziaria.

Un gesto che ha colpito profondamente i presenti e che l’avvocato Luca Degani ha definito “una ricerca reciproca”.

“Ho visto in quel ragazzo il bisogno di scusarsi e il desiderio di contatto umano. È stato un momento forte, doloroso ma anche significativo”, ha spiegato il legale.

Secondo Degani, il perdono può rappresentare per la vittima un modo per dare un senso a quanto accaduto e forse anche un’occasione di riflessione per chi si trova dall’altra parte del processo.

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