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Dal traffico alle accuse di sessismo: a Ragusa esplode il caso della “strada dell’ospedale” e la politica finisce nel caos
26 Mag 2026 10:49
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Doveva essere una discussione sulla viabilità, sui disagi per raggiungere l’ospedale Giovanni Paolo II e sui lavori in corso lungo uno degli assi più trafficati di Ragusa. In pochi giorni, invece, la vicenda si è trasformata in un caso politico, con accuse di sessismo, polemiche social e scontri in Consiglio comunale.
Tutto nasce da un post pubblicato dal capogruppo del Pd al Consiglio comunale di Ragusa, Peppe Calabrese, che denunciava le lunghe code registrate nei pressi della Clinica del Mediterraneo, parlando di “45 minuti per arrivare all’ospedale” e di un “collo di bottiglia” pericoloso anche per le ambulanze dirette in emergenza al Giovanni Paolo II.
Un video e un post che in poche ore hanno raccolto centinaia di reazioni e oltre 500 like, accompagnati da decine di commenti inferociti di automobilisti esasperati dai lavori in corso e dalla nuova viabilità. Tra le critiche più frequenti, quelle contro la pista ciclabile e contro un progetto ritenuto da molti cittadini poco funzionale.
“Ormai queste biciclette hanno la priorità”, scrive qualcuno.
“Pista ciclabile che finirà sotto il ponte e non userà nessuno”, commenta un altro utente.
Ad alimentare ulteriormente il dibattito è arrivato ieri sera in Consiglio l’intervento della consigliera comunale di Forza Italia, Carla Mezzasalma, che ha accusato Calabrese di avere creato allarmismo senza avere approfondito il progetto attraverso gli atti ufficiali.
Secondo Mezzasalma, il traffico anomalo registrato in quella occasione sarebbe stato causato soprattutto dalla contemporanea chiusura della strada per Marina di Ragusa a seguito di un incidente, mentre il progetto definitivo prevederebbe un cordolo centrale capace di eliminare l’attuale intersezione ritenuta pericolosa.
Da qui anche l’invito rivolto al consigliere Pd a rimuovere il video per evitare “preoccupazioni infondate” tra i cittadini.
Ma la risposta di Calabrese ha fatto esplodere il caso. “Non rispondo. Buona serata. A volte tacere fa bene. Impara. Inizia a farlo”, ha scritto il consigliere.
Parole che durante il Consiglio comunale di ieri sera sono state interpretate dalla maggioranza come un attacco intimidatorio e sessista nei confronti di una giovane donna di 24 anni. Accuse pesanti, stigmatizzate anche dal presidente del Consiglio comunale Ilardo che ha espresso la sua solidarietà alla consigliera Mezzasalma.
Dagli scranni della maggioranza è stato puntato il dito anche contro il Pd, accusato di non avere preso posizione in difesa della consigliera di Forza Italia. Toni duri dei consiglieri, che hanno parlato di “messaggi gravi” e di atteggiamenti incompatibili con il confronto istituzionale.
A replicare è stato il consigliere dem Mario Chiavola, che ha definito “vomitevole” il tentativo di trasformare quella risposta in un caso sessista. Secondo l’area vicina a Calabrese, infatti, il consigliere avrebbe semplicemente replicato all’invito di cancellare il post, senza alcun riferimento personale o discriminatorio. Per qualcuno, anzi, il vero nervo scoperto sarebbero stati proprio i tanti consensi raccolti dal video tra i cittadini esasperati dal traffico.
Resta però una domanda che molti cittadini si pongono fuori dai palazzi della politica: mentre maggioranza e opposizione litigano su accuse e interpretazioni, chi risolve davvero il problema del traffico e dei disagi quotidiani per raggiungere l’ospedale?
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