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CROCETTA: LE PANTOMIME DELL’ON. DIGIACOMO
29 Lug 2014 14:34
“Sembra che l’on. Digiacomo negli ultimi tempi si stia
divertendo a recitare a soggetto, solo che non avendo studiato all’accademia di
arte drammatica, gli spettacoli gli vengono male. Mentre ha intenzione di
creare una tragedia in realtà mette in scena una farsa. Domanda: si può
rispondere al fatto di frequentare un noto faccendiere, già arrestato poichè
considerato “promotore e organizzatore” di truffe che hanno coinvolto banche,
aziende e decine di indagati e arrestati, affermando che la Borsellino per
difendere il proprio nome dovrebbe stare lontana dalla sanità? La sanità in sé
è un’attività criminale? Sono eventualmente criminali i comportamenti e Lucia è
un esempio di dialogo, trasparenza e persino di quella politica mite che tutti
quanti vorremmo si realizzasse in Sicilia e nel nostro Paese. E Digicomo invece
di fare mea culpa dicendo che ha fatto male a dare per un paio di giorni la
settimana la sua stanza istituzionale di presidente di commissione a un noto
faccendiere gelese, che riceveva aziende, faccendieri, politici, imprese
spacciandosi addirittura per segretario di Franceschini, invece di cacciare a
calci nel sedere uno che viene accusato dalla magistratura di essere
delinquente, afferma che nei suoi confronti sarebbe in atto un’opera di
“mascariamento”, con grande senso del sorriso che mi provoca tale frase. Devo
dire che nel caso di Digiacomo dobbiamo parlare di “automascariamento”, poichè
sicuramente la frequenza del Sanfilippo, non ci sembra proprio una
frequentazione da suore orsoline. L’ha fatto in buona fede o in mala fede? Io
non lo so, perchè l’indagine sull’animo umano non ci appartiene come diritto
politico. Sarebbe bastato rispondere “non ne sapevo nulla, non metterà più
piede nel mio ufficio”. Mi sarei aspettato ben altre reazioni, invece il
Sanfilippo si dilegua e Digiacomo si mette a parlare di gare. Solo che la gara
di che trattasi è una gara in corso, il che non è proprio un piccolo
particolare. Digiacomo vuole intervenire su una attività gestionale che
appartiene per legge solo ai dirigenti e neppure al governo? Fermo restando che
la commissione fa attività ispettive e laddove si ravvisino reati deve
correttamente riferire alla magistratura. Perchè la Borsellino dovrebbe fare un
passo indietro sulla sanità? Si può dire questo senza incorrere nel reato di
diffamazione a mezzo stampa? Ma noi siamo gente buona che perdona tutto, che
considera sempre gli altri in buona fede, ma sinceramente, on. Digiacomo, che
fine ha fatto Sanfilppo? E che ci faceva nel suo studio per mesi? Questa è una
domanda politica, se ce la chiarisce. Poi Digiacomo può affermare ciò che
vuole, lo faccia pure ma sapendo che non può chiedere gli atti come ha fatto in
commissione sanità su una gara in corso, dovendo garantire la libera
concorrenza. Il governo non si occupa di fatti che attengono all’autonomia
gestionale dei dirigenti e il direttore Candela ha fatto delle scelte la cui
competenza gli appartiene per legge. C’è una violazione di legge? Non credo.
L’on. Digicomo sa qualcos’altro? Lo dica. Naturalmente ci dica se anche
Sanfilippo per caso è interessato proprio a questa gara o abbia manifestato
particolare attenzione sui possibili risultati. Se il Sanfilippo abbia mai
chiesto di revocare quel bando di gara e come mai l’on. Digiacomo, che ne
dovrebbe essere a conoscenza, invece di chiedersi perchè il Sanfilippo già
arrestato per truffa, possa pretendere di chiedere il blocco di tale gara e la
stessa richiesta possa essere fatta contestualmente dal presidente della
commissione sanità. C’è una notissima canzone che dice “prima di parlare
pensa”, poichè i contorni di tutta questa vicenda potrebbero essere non
esattamente quelli che il Pippo Digiacomo, speriamo in buona fede, vuole
rappresentare. Ma sinceramente mentre Candela ha un mandato che gli deriva
dalla legge per gestire le gare, non mi pare che tale mandato ce l’abbiano nè
Sanfilippo nè Digiacomo.
Sinceramente però una sanità indipendente da Sanfilippo se l’aspettano i
siciliani, specie quando proprio ieri è emerso uno scandalo legato a
faccendieri di precedenti governi con truffe di centinaia di milioni nei
confronti della Sicilia. Noi crediamo nella giustizia vera, il Digiacomo non
butti in politica ciò che non ha nessuna connessione con la politica. In uno
stato democratico esistono poteri che hanno competenze diverse. La commissione
sanità è una commissione legislativa e di controllo sugli atti del governo. Ci
sono atti del governo che intervengono sulla gara citata? Non ce ne sono. Cosa
c’entra dunque l’attacco alla Borsellino? Ritiene che la gara dell’Asp sia
“irregolare”? Rappresenti a chi di dovere, ma non diffami e non interferisca
sul corso della gara, perchè nel codice tale interferenza si chiama in un altro
modo”.
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