Cosa cambia nella Sicilia in zona bianca?

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La zona bianca è la fascia a rischio minore, dove vengono collocate le regioni con un’incidenza di contagi sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti per 3 settimane di fila. La Sicilia diventerà ufficialmente bianca lunedì 21 giugno.

In zona bianca non c’è il coprifuoco, ma restano in piedi le seguenti regole:

-uso obbligatorio della mascherina
-obbligo di distanziamento interpersonale
-divieto di assembramento
-sanificazione e areazione dei luoghi chiusi
-igienizzazione delle mani
-rispetto delle linee guida per le riaperture delle attività.

Chi vive in una regione bianca può uscire la sera senza l’obbligo di dover rientrare a casa entro l’orario di coprifuoco (24-5 fino al 20 giugno).

Consentito andare a casa di parenti e amici senza più il limite di 4 persone che possono spostarsi; si può andare a mangiare al ristorante in 6 al tavolo se al chiuso (deroga in caso di 2 nuclei familiari) e in quanti si vuole all’aperto, purché venga mantenuta la distanza di almeno 1 metro tra un tavolo e l’altro.

Le regioni che entrano in zona bianca possono anticipare una serie di riaperture rispetto alla road map imposta dal decreto-legge 18 maggio (cosiddetto Riaperture-bis).

Ecco cosa riapre in zona bianca:

-parchi tematici e di divertimento, parchi avventura, attività di spettacolo viaggiante e centri di intrattenimento per famiglie;
-piscine e centri natatori al coperto
-centri benessere e termali
-feste private anche conseguenti alle cerimonie civili o religiose all’aperto e al chiuso
-fiere, sagre, convegni e congressi
-eventi sportivi aperti al pubblico che si svolgono al chiuso
-sale giochi e scommesse, sale bingo e casinò
-centri culturali, centri sociali e centri ricreativi
-corsi di formazione
-discoteche, ma solo per servizio di bar e ristorante (no balli in pista)

 

Per quanto riguarda le regole per i ristoranti in zona bianca, i clienti devono mettere la mascherina ogni volta che non sono seduti al tavolo, mentre il personale dovrà indossarla sempre.

In zona bianca il consumo al tavolo nei locali al chiuso è consentito con un massimo di 6 persone per tavolo, salvo che siano tutte conviventi. All’aperto cade il limite del numero di persone sedute allo stesso tavolo.

Secondo le linee guida, la prenotazione dovrebbe essere obbligatoria o fortemente raccomandata. Le attività aperte devono rispettare i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi.

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