Coronavirus: una nuova variante dal Sudafrica

L’allarme viene in modo indiretto dal Regno Unito, che ha deciso «restrizioni immediate» per gli arrivi dal Sudafrica dopo aver rilevato due casi di persone con la «seconda variante» giudicata «altamente preoccupante». Le autorità sanitarie africane in realtà avevano già informato gli organi competenti rispetto alla mutazione, identificata per la prima volta nella Nelson Mandela Bay e rapidamente diffusasi nel resto del Paese.

Si chiama 501.V2: è stata identificata in quasi 200 campioni raccolti da oltre 50 diverse strutture sanitarie e negli effetti è del tutto simile a quella britannica: sembra essere più contagiosa rispetto al virus originale presente in Sudafrica e sta dominando i contagi della seconda ondata.

 

Non è sicuramente la stessa variante londinese, chiamata N501Y, ma ci sono somiglianze poiché entrambe condividono lo stesso cambiamento nella proteina spike nella posizione 501.

Questo significa che, se non controlliamo la corsa del virus, è probabile che si evolva in modi simili in diverse parti del mondo: verso una maggior capacità di diffusione e contagiosità. Per ora anche in Sudafrica la mutazione non sembra più letale, nè essere in una posizione tale da poter inficiare l’efficacia dei vaccini approvati.

 

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