COMISO: UOMO TROVATO FOLGORATO

Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Stazione Carabinieri di Comiso hanno rinvenuto all’interno di una ex segheria di marmi sita in quella Contrada “Billona” il corpo di Rosario Cassibba, chiaramontano cl. 47, già conosciuto alla Forze dell’Ordine in quanto pregiudicato per reati contro il patrimonio. Ad avvisare la Centrale Operativa di Vittoria tramite il numero di emergenza 112 è stato il proprietario dell’immobile che aveva notato che la porta della cabina elettrica era stato forzata. 

I militari intervenuti coordinati dal Comandante della Stazione di Comiso, Luogotenente Vito Paolo Vona, stanno tentando di ricostruire l’accaduto, a partire dalle ultime ore di vita del Cassibba fino ad arrivare agli attimi prima della tragedia. Secondo una prima ricostruzione, il Cassibba, che viveva da solo da quando si era separato dalla moglie diversi anni fa presso un abitazione di Chiaramonte Gulfi nella frazione di Roccazzo, dove era stato anche sottoposto alla Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza fino allo scorso luglio, si era allontanato dalla propria abitazione verso metà dicembre u.s. e probabilmente il giorno stesso si era portato presso la segheria per tentare il furto dei cavi elettrici. L’ipotesi del tentativo di furto andato male è avvalorata dal ritrovamento della cesoia vicino a lui e dell’ Ape Piaggio 50 con la quale aveva raggiunto il luogo del ritrovamento. Verosimilmente il Cassibba si è introdotto all’interno del capannone per poi salire tramite una scala e, previa forzatura del lucchetto della porta di ingresso ivi presente, il quale è stato ritrovato tranciato nei pressi sulla cabina elettrica, sulla cabina elettrica. A questo punto, pensando che si trattasse di una segheria in disuso ove quindi la corrente elettrica fosse assente, il Cassibba avrebbe provato a tranciare i cavi di rame ivi installati, venendo folgorato da una corrente di 20.000 volt..

Allo stato attuale non è stato possibile risalire alla data precisa dell’ultimo avvistamento in vita dello stesso, in quanto anche i parenti, tra cui il fratello che ha effettuato il riconoscimento, non era in contatto quotidiano con la vittima dell’incidente, anche a causa dei suoi trascorsi con la giustizia in quanto era stato diverse volte denunciato o arrestato per reati contro il patrimonio.

 

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