COMINCIA LA “GUERRA” MAURO-DIPASQUALE ?

 “Voglio esprimere da parte mia sentimenti di solidarietà nei confronti del presidente della Regione Crocetta, destinatario di un vigliacco gesto intimidatorio. Senza alcun indugio, infatti, vanno condannate le minacce sia nei confronti dell’uomo che del suo ruolo”. Lo dichiara il senatore di Giovanni Mauro che aggiunge: “Rimangono tuttavia invariate le critiche alla scarsissima incisività del governo regionale e quelle da rivolgere all’on. Nello Dipasquale che ieri, in replica al sen. Gibiino, sostenendo di non potersi trattenere dall’intervenire sì è profuso in uno sterile e confuso attacco nei confronti dell’intero partito di Forza Italia.
Con un po’ di impegno, invece avrebbe fatto meglio a praticare la nobile arte del saper tacere, facendo un favore sia al suo nuovo leader politico che a sé stesso”.
“L’on. Dipasquale, che dice essere stato a lungo in Forza Italia e di esserne andato via in tempo – insiste il senatore – quando si avventura nel ricordare agli altri i proprio passato politico, dovrebbe tentare di essere onesto. Possibile che si vergogni così tanto da voler tenere nascosti i propri trascorsi politici, che provi imbarazzo al punto di negare che per oltre dieci anni ha militato nel mio stesso partito? Ha dimenticato di essere stato coordinatore cittadino di Forza Italia o di essere stato eletto consigliere provinciale e poi sindaco della città di Ragusa proprio con il simbolo che oggi combatte? A voler essere precisi, poi l’on. Dipasquale non è “andato via” da Forza Italia, ma si autosospese nel 2009, solo che il partito era il Pdl. E a quanti potrebbero obbiettare che si trattava della stessa cosa, vorrei far notare che non lo era e non lo è affatto. Chi scrive, per esempio, non ha mai aderito al Pdl, mentre Dipasquale, da “autosospeso” continuava a farsi eleggere sindaco per la seconda volta proprio nel Popolo delle Libertà o si prodigava per i tesseramenti (fino ad essere egli stesso tesserato in un periodo molto successivo al 2009) per quel partito nel cui simbolo c’era scritto ‘Berlusconi Presidente’.Comprendo che trasferirsi anima e corpo dal centrodestra cattolico e liberale al centrosinistra riformista e socialista (vagamente contraddittorio, ma è così) possa causare la perdita, più o meno volontaria, di qualche pezzo del puzzle della propria vita, ma nascondere l’evidenza, di grazia, no”.
“E ancora: erano forse di Forza Italia i precedenti presidenti della Regione Cuffaro e Lombardo? – chiede retoricamente Mauro – Il primo era esponente dell’Udc del quale Forza Italia era un alleato (mentre oggi l’Udc è alleato di Crocetta) e il secondo è il leader dell’allora Movimento per l’Autonomia, quello che cacciò via il Pdl dalla coalizione di governo”.

“Davvero, era meglio tacere, caro on. Dipasquale. Se proprio non poteva farne a meno – continua – avrebbe potuto scrivere una sorta di “ammissione di colpevolezza”, anzi di “complicità”, piuttosto che riempire una pagina di parole prive di fatti.Avrebbe potuto dire, ad esempio, che l’unica rivoluzione che il suo nuovo leader politico, l’on. Crocetta, sta portando avanti è la folle, zoppa, male ideata e probabilmente incostituzionale abolizione delle Province. Riforma rivoluzionaria (coerentemente riformista e socialista) che doveva servire solo al territorio di Gela che aspirava a dignità di Provincia o libero consorzio che dir si voglia. Peccato che proprio su questo punto Crocetta sia caduto a Sala d’Ercole, dove alcuni dei suoi hanno votato un emendamento che renderà molto difficile la nascita del Libero Consorzio di Gela. Una decisione, quella dell’abolizione delle Province, presa un anno fa in una trasmissione televisiva e dibattuta solo nelle ultime settimane. Una legge priva di contenuti che però è l’unico argomento politico che Crocetta può usare per riempire il vuoto del suo lavoro da governatore e che, se dovesse venire impugnata dal Commissario dello Stato, rappresenterebbe la più grande brutta figura politica della sua vita. Primo posto nella classifica delle brutte figure, al momento, l’impugnativa della Finanziaria regionale sempre da parte del Commissario dello Stato che ha bocciato ben 33 articoli su 50″.”Se non state giocando a governare – conclude il sen. di Forza Italia – allora dovremmo pensare che sul danneggiare la Sicilia fate sul serio”.

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