Classi del “Verga” trasferite all’ex Convitto di Modica: i genitori chiedono chiarezza su vigilanza e sicurezza

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Il nuovo anno scolastico è iniziato tra interrogativi e malumori per alcune famiglie dell’Istituto Superiore “Giovanni Verga” di Modica. Al rientro dalle vacanze, infatti, diversi studenti hanno scoperto che la propria aula non si trovava più nella sede principale dell’istituto: le classi sono state trasferite nei locali dell’ex Convitto.

Una soluzione che, secondo quanto segnalato dai genitori, interessa cinque classi e diverse decine di studenti. A finire sotto i riflettori sono soprattutto le condizioni degli ambienti individuati per ospitare gli alunni. L’ex Convitto, infatti, nasce con una destinazione diversa da quella propriamente scolastica e, secondo le famiglie, gli spazi attualmente utilizzati non garantirebbero condizioni adeguate alle normali attività didattiche.

Con alcune classi collocate in una sede diversa da quella principale, le famiglie chiedono di sapere come sarà gestito lo spostamento degli insegnanti tra i due plessi. Una questione tutt’altro che secondaria, considerato che eventuali ritardi negli spostamenti potrebbero incidere sulla puntualità dell’inizio delle lezioni.

Il tempo necessario per raggiungere il Convitto sarà compatibile con l’orario scolastico? E soprattutto: chi garantirà la continuità delle lezioni durante gli eventuali tempi di trasferimento dei docenti?

Ancora più delicato è il tema della vigilanza degli studenti. Le famiglie vogliono sapere cosa accadrà durante i cambi d’ora o nel caso in cui un docente dovesse arrivare in ritardo. Molti degli studenti interessati sono minorenni e, proprio per questo, i genitori chiedono garanzie precise sulla presenza di personale incaricato della sorveglianza.

La domanda è diretta: chi sarà responsabile della vigilanza degli studenti nei momenti in cui l’insegnante non sarà ancora presente in aula? Altro punto sollevato dalle famiglie riguarda il personale ATA. I genitori chiedono di sapere se nei locali dell’ex Convitto sia stata prevista una presenza stabile di collaboratori scolastici per assicurare apertura e chiusura della struttura, pulizia degli ambienti, assistenza e vigilanza.

La vicenda porta inevitabilmente l’attenzione anche sul Libero Consorzio Comunale di Ragusa, al quale le famiglie chiedono di fare chiarezza sugli aspetti strutturali e sull’idoneità degli spazi destinati agli studenti. Non si tratta, sostengono i genitori, soltanto di trovare un’aula alternativa: in gioco ci sono le condizioni nelle quali gli studenti trascorreranno quotidianamente buona parte della loro giornata scolastica. La comunità scolastica attende ora un chiarimento da parte della dirigenza e degli enti competenti. Le famiglie chiedono soprattutto di sapere perché sia stato necessario ricorrere al trasferimento, per quanto tempo durerà la sistemazione all’ex Convitto e quali interventi siano previsti per garantire agli studenti ambienti adeguati e un regolare svolgimento delle lezioni.

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