Civita su Donnafugata al Comune: “Dite la verità sullo stop al partenariato. I volontari? Li avremmo stabilizzati”. Sul tavolo possibili azioni legali

Il dibattito sulla gestione del Castello di Donnafugata torna ad accendersi, questa volta sullo stop al partenariato pubblico-privato e sul tema dell’utilizzo dei volontari nei servizi del complesso monumentale. Negli ultimi giorni la questione volontari è tornata al centro della polemica politica cittadina, con interrogazioni e prese di posizione che mettono in discussione il modello adottato dal Comune di Ragusa per garantire l’apertura e il funzionamento di alcune strutture pubbliche.

Secondo esponenti dell’opposizione, il sistema dei cosiddetti volontari impiegati per servizi ordinari – dall’apertura dei beni culturali alla gestione di alcune attività – rischierebbe di configurare forme di lavoro non pienamente riconosciuto, con turni e responsabilità che sarebbero tipiche di un rapporto lavorativo vero e proprio.

In questo contesto torna a intervenire anche Civita, la società che aveva presentato insieme a Logos la proposta di partenariato pubblico-privato poi interrotta dal Comune.

La richiesta di chiarimenti sullo stop al partenariato

In una nuova nota, Civita sostiene che sulla vicenda si continui a “girare intorno al tema principale” e annuncia di avere presentato richieste formali di chiarimento al Comune di Ragusa sull’interruzione del tavolo negoziale relativo al partenariato speciale pubblico-privato (PSPP).

Secondo la società, però, tali richieste non avrebbero ancora ricevuto risposta.

“Qualcuno all’interno del Comune di Ragusa non vuole raccontare la verità in modo limpido – afferma Civita – e non è stata resa pubblica la notizia che abbiamo presentato richieste formali sull’interruzione del tavolo negoziale del PSPP, sulle quali siamo ancora in attesa di ricevere risposte”.

Civita aggiunge che i termini per il riscontro amministrativo sono ormai prossimi alla scadenza e preannuncia che, in mancanza di risposte, potrebbero essere attivate iniziative nelle sedi giudiziarie competenti.

Il tema dei volontari e delle possibili assunzioni

Nel comunicato la società torna anche sul nodo che nelle ultime settimane ha alimentato il confronto politico: il ruolo dei volontari nella gestione del Castello.

Secondo Civita, la proposta di partenariato presentata negli anni scorsi avrebbe consentito di superare proprio questa situazione, trasformando l’attuale sistema in un modello basato su lavoro stabile.

La società ricorda infatti che il progetto prevedeva la stabilizzazione di una parte delle persone già impegnate nelle attività del Castello.

“I volontari che da anni lavorano – usiamo il termine esatto – al Castello di Donnafugata avrebbero sicuramente partecipato alla selezione per le assunzioni che noi avremmo avviato in tempo utile per affrontare la nuova stagione turistica”.

Secondo Civita, queste persone avrebbero potuto aspirare “legittimamente ad avere finalmente un posto di lavoro regolare dopo anni di disagi”.

I dubbi sulle procedure e sulla gestione

Nel comunicato la società torna inoltre a criticare le modalità con cui il Comune avrebbe cambiato indirizzo sulla gestione del Castello, ricordando anche la pubblicazione – poi ritirata – di un nuovo avviso che prevedeva ancora il ricorso al volontariato.

Civita sostiene di avere reso pubblici i documenti del tavolo negoziale con il Comune “proprio per garantire trasparenza” e lancia anche un interrogativo sulle modalità di gestione futura del sito.

Tra le domande sollevate, quella relativa al rispetto delle procedure di sicurezza e delle normative antincendio per lavoratori e pubblico nel caso di gestione diretta da parte del personale comunale.

Una vicenda ancora aperta

La società conclude ribadendo l’intenzione di continuare a seguire da vicino la vicenda del Castello di Donnafugata, definito “un bene culturale prezioso per tutto il ragusano e per la Sicilia”.

Il confronto, dunque, resta aperto. Da un lato il Comune che ha scelto di interrompere il percorso di partenariato e ridefinire il modello di gestione; dall’altro Civita che rivendica la propria proposta e chiede chiarezza sulle motivazioni dello stop.

Nel frattempo il tema dei volontari continua a rappresentare uno dei nodi più delicati della discussione pubblica sul futuro del principale polo culturale del territorio.

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