ChocoModica, l’avvertimento di Confcommercio e la paura di un’altra occasione sprecata: Modica merita di più

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Una nota di Giorgio Moncada, presidente di Confcommercio Modica, giunta a tutte le redazioni in queste ore, merita di essere letta con attenzione non foss’altro perchè intercetta un grande timore comune a moltissimi. Intervenendo su ChocoModica, Moncada richiama il dovere di organizzare bene la manifestazione, di garantire benefici concreti alla città e di rispondere dei risultati. Lo fa alla vigilia di un incontro tra organizzatori e amministrazione, con parole misurate e una disponibilità che pone condizioni precise.In un altro momento sarebbe potuta apparire una normale presa di posizione di un’associazione di categoria: un contributo ragionevole, condivisibile, destinato a esaurirsi nel dibattito preparatorio di un evento. Oggi assume un peso ben diverso. Perché tocca esattamente il nervo scoperto di questa vicenda: la paura che ChocoModica torni senza essere davvero all’altezza di Modica.

È questa la preoccupazione dalla quale partire. Il ritorno della manifestazione dovrebbe suscitare entusiasmo, voglia di partecipare, disponibilità a investire. E invece il confronto è già attraversato dalla sfiducia, fino all’ipotesi di boicottaggio prospettata da alcuni commercianti di lasciare chiusi i propri negozi qualora le loro richieste restassero inascoltate. Un segnale che nessuno può permettersi di sottovalutare. Chi dovrebbe prepararsi ad accogliere i visitatori arriva a interrogarsi sull’opportunità di tenere aperto. Basta questo a capire quanto sia necessario ricostruire un rapporto di fiducia. E quanto siano insufficienti, da sole, le rassicurazioni degli organizzatori.

Il timore è quello di ritrovarsi con una manifestazione che porti soprattutto affollamento e disagi, lasciando poco alle attività e ancora meno alla reputazione della città. Un’occasione annunciata come rilancio e destinata a esaurirsi nello smontaggio degli stand. Modica, oggi, non può permetterselo. Il suo centro storico ha bisogno di tornare a vivere, di recuperare attrattività, di dare prospettive a chi continua ad alzare una saracinesca. Ha bisogno di visitatori che si fermino, conoscano la città, , frequentino i ristoranti, pernottino e tornino. Ogni grande appuntamento dovrebbe contribuire a questo obiettivo.

Perciò la qualità richiesta a ChocoModica deve essere elevata. Lo impongono il nome della città, il valore del suo patrimonio e la storia del suo cioccolato. Lo impone, ancora di più, la fragilità del momento. È qui che la nota di Moncada acquista il suo significato più forte. Il presidente non boccia preventivamente l’evento: precisa di non conoscere il programma, riferisce di non essere riuscito a ottenere un quadro sufficientemente chiaro ed esprime fiducia nella possibilità di fare bene. Ma pone un principio che pesa come un avvertimento: il beneficio per la città deve superare significativamente i sacrifici richiesti.

Fino a quando quel progetto non sarà conoscibile e valutabile, mancheranno gli elementi per un giudizio fiducioso. È una carenza alla quale bisogna rimediare subito, prima che il calendario diventi l’alibi per accettare qualsiasi soluzione. Il cioccolato deve essere il centro di un’esperienza capace di raccontare Modica. Gli espositori vanno selezionati con coerenza, gli allestimenti devono rispettare i luoghi, gli appuntamenti devono avere contenuti e autorevolezza. La promozione deve arrivare in tempo per generare soggiorni. Il commercio cittadino deve essere coinvolto nella costruzione dell’offerta.

Se invece il risultato dovesse essere un insieme indistinto di bancarelle, vendite estranee al tema e intrattenimento generico, avremmo rinunciato in partenza all’ambizione dichiarata. Modica non ha bisogno di un’altra sagra intercambiabile. Ha bisogno di distinguersi. Continuare ad accontentarsi significa perdere terreno. Significa lasciare ad altre destinazioni la capacità di costruire un’immagine riconoscibile, mentre qui ci si congratula per il movimento di un fine settimana. Una città con questo patrimonio deve pretendere molto di più da se stessa e da chi la rappresenta.

L’incontro richiamato da Moncada dovrà dunque produrre risposte. Quale manifestazione si sta costruendo? Con quali professionalità? Quali benefici si prevedono per le imprese? Quali obiettivi saranno verificati alla fine?

Su questo Ragusaoggi.it non farà sconti a nessuno. Valuteremo la qualità dell’organizzazione, il funzionamento dei servizi, la coerenza dell’offerta e le ricadute documentabili. Chiederemo dati e criteri di misurazione. Le fotografie della folla non basteranno a certificare un successo, e i comunicati celebrativi non sostituiranno il bilancio. Se i risultati saranno buoni, li riconosceremo. Se saranno deludenti, chiederemo conto delle scelte. È questa la responsabilità richiamata da Confcommercio, ed è questo il dovere di un giornale.

Il nome di Modica non serve a dare prestigio a qualsiasi manifestazione. È la manifestazione che deve dimostrare di meritarlo.

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