ANFFAS Modica, tutto fermo da agosto: 13 indagati, due ai domiciliari e nessuna svolta nell’inchiesta

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A distanza di oltre un mese dal terremoto giudiziario che ha investito l’ANFFAS di Modica, il quadro resta sostanzialmente immutato. Nessuna nuova misura, nessuna fissazione dell’udienza preliminare, nessun avviso di conclusione delle indagini. La vicenda, che all’inizio di agosto ha portato alla chiusura del centro diurno e all’iscrizione di 13 persone nel registro degli indagati, resta ancora cristallizzata all’ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Ragusa e condotta dai Carabinieri del Nas con il supporto della Compagnia di Modica, riguarda ipotesi, contestate a vario titolo, di maltrattamenti ai danni di persone con disabilità ed esercizio abusivo della professione infermieristica. Secondo la ricostruzione della Procura resa nota ad agosto, ad alcuni operatori viene contestata anche la somministrazione di farmaci senza le necessarie abilitazioni professionali. Le indagini erano partite da un’ispezione dei Nas e si erano successivamente sviluppate attraverso ulteriori accertamenti investigativi. Gli episodi oggetto delle contestazioni rese pubbliche riguarderebbero il periodo compreso tra dicembre 2025 e febbraio 2026.

Le misure più pesanti hanno riguardato Giovanni Provvidenza, all’epoca presidente dell’ANFFAS di Modica, e l’operatore Damiano Floridia, entrambi sottoposti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’ordinanza eseguita nei primi giorni di agosto. Per altri cinque operatori il giudice aveva disposto il divieto, per dodici mesi, di esercitare attività professionali e di prestare assistenza a persone fragili, mentre altri sei risultavano indagati senza misure cautelari.

Anche sul fronte degli interrogatori il procedimento non aveva registrato elementi capaci di modificare il quadro: gli indagati chiamati davanti al Gip si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L’ultimo interrogatorio di garanzia, secondo quanto già riportato da RagusaOggi il 12 agosto, riguardava proprio uno degli operatori sottoposti ai domiciliari.

Da allora, però, non risultano pubblicamente emersi nuovi provvedimenti giudiziari. Secondo quanto appreso da RagusaOggi da fonti legali coinvolte nella vicenda, allo stato gli atti restano secretati e non risulterebbero ancora né l’avviso di conclusione delle indagini né la fissazione dell’udienza preliminare. La situazione processuale resta quindi ancorata all’ordinanza cautelare di agosto, in attesa delle prossime determinazioni della Procura.

Il prossimo passaggio sarà decisivo per comprendere quale strada imboccherà il procedimento: la Procura potrà assumere le determinazioni previste al termine delle indagini oppure, ricorrendone i presupposti, scegliere differenti percorsi processuali. Fino ad allora, il fascicolo resta aperto e le contestazioni dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.

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