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CARTABELLOTTA: “DECIDERE IL FUTURO DELLA ZOOTECNIA DA LATTE”
21 Set 2013 09:21
Dopo Modica, l’Assessore Regionale alle Politiche Agricole e Forestali ha fatto tappa a Ragusa, su sollecitazione del Commissario Straordinario della Camera di Commercio Iano Gurrieri.
Anche se nella sigla CCIAA l’agricoltura è relegata all’ultimo posto, così non è nell’agenda del Commissario che si mostra particolarmente attento alla situazione del settore, consapevole delle grandi peculiarità e delle potenzialità di un comparto che mostra, purtroppo, sofferenza e criticità che acuiscono i segnali della crisi.
Gurrieri è anche consapevole che, forse, considerato anche il periodo di grave congiuntura, l’opportunità di poter dialogare con un Assessore che prima di essere politico è un tecnico competente in materia di agricoltura e zootecnia, proveniente dai quadri Dirigenti dello stesso Assessorato che ora presiede, è l’ultima stazione prima di una possibile irreversibile crisi.
E in questo senso si è espresso anche l’Assessore che, molto determinato, ha posto anche quello del possibile abbandono del comparto della zootecnia da latte, ove ricorressero i presupposti di una possibile riconversione che fosse intravista come soluzione per dare ossigeno agli imprenditori.
E’ innegabile che, in passato, ci siano stati errori, scarsamente considerati da politica e organizzazioni di settore, errori che ora diventano macigni di fronte alla crisi globale e ai nuovi sistemi di mercato che rendono il prodotto locale, per quanto qualitativamente egregio, poco appetibile dal punto di vista commerciale.
Inutile piangere sul latte versato, è proprio il caso di dire, inutile recriminare sull’assenza degli industriali del latte, sordi a tutte le convocazioni, quando, come si è visto nella riunione, una piccola rappresentanza dei produttori non riesce a fare fronte comune e a trovarsi unita nelle istanze da rivolgere all’Assessore.
D’altra parte, come ha fatto giustamente notare Paolo Ucchino della CIA, i problemi si portano dietro ormai da troppo tempo.
Il comparto soffre di ataviche disfunzioni, di assoluta mancanza di spirito di vera cooperazione che ha sempre creato delle profonde incrinature in un fronte che si sarebbe dovuto muovere compatto per farsi strada: non c’è bisogno di richiamare alla mente la grande cooperazione dell’Emilia Romagna, basti solo dire che in un fazzoletto di terra come la provincia di Ragusa l’Assessore ha avuto due incontri con il settore, in due giorni, a 15 Km di distanza.
Si comprende perché a Ragusa, patria del latte e dei derivati, non ci siano realtà in grado di monopolizzare il mercato, perché c’è stato l’ingresso in grande stile di industriali del latte di altre zone della regione e d’Italia, perché il latte prodotto e confezionato a Ragusa si vende allo stesso prezzo del latte proveniente dalla Lombardia o dall’Emilia.
Il prezzo del latte alla stalla è il punto nodale della questione, ma Caltabellotta sa che non può imporre nulla agli industriali, piuttosto vanno trovate quelle soluzioni che possono aiutare a uscire dalla crisi, con volontà di costruire attraverso accorgimenti diversi che vanno dal ‘Born to Sicily’ agli accordi di filiera.
L’Assessore ha anche lanciato un approccio diverso della politica nei confronti dell’agricoltura e della zootecnia che vanno tutelate e valorizzate in modo diverso nei diversi territori.
Ha anche considerato la possibilità, nel quadro della prossima azione di programma europeo, di chiedere la destinazione dei contributi ai progetti, liberando gli imprenditori dalla cinghia dell’investimento che, il più delle volte, risulta insostenibile.
Vanno rivisti i costi con attenzione alle energie rinnovabili, il tutto a condizioni che venga acclarata la condizione che produrre latte, in condizioni normali, conviene.
Ma Dario Caltabellotta non si è fermato a queste semplici enunciazioni di merito: i suoi interventi sono stati propositivi, come propositivi dovevano esserlo quelli degli allevatori che invece, come fanno da anni, si presentano ai tavoli chiedendo e aspettando solo soluzioni e interventi.
Ben accolta è stata la proposta del dott. Licitra, responsabile dei servizi veterinari dell’ASP di Ragusa, che ha sollecitato l’adozione di precise misure per il benessere degli animali.
Gli accordi di filiera sono poi considerati indispensabili per procedere lungo la strada di un risanamento che non si può considerare impossibile. Per Cartabellotta è inderogabile sancire che chi prende soldi per fare un caseificio deve poi rispettare accordi di filiera per un prezzo concordato del latte.
Inoltre ha presentato il suo programma per sostenere lo bocco del latte prodotto verso le scuole e gli ospedali siciliani, per un mercato che vale 250 milioni di euro, una iniziativa da sostenere senza riserve, di cui è auspicabile una sollecita realizzazione, di concerto con gli assessorati competenti.
In chiusura dell’incontro il Commissario Gurrieri ha posto l’accento sulle questioni infrastrutturali del territorio, si è detto fiducioso nell’attenzione dell’Assessore nei confronti del territorio e si è fatto promotore di incontro, fissato dall’Assessore per il prossimo 8 ottobre, da tenersi a Palermo per determinare e approvare le misure da intraprendere, sulla scia di quanto esaminato.
Travolto dall’importanza dell’argomento latte e dai toni caldi degli interventi di alcuni allevatori, l’Assessore non ha avuto il tempo o l’interesse a rispondere ad altri importanti quesiti posti sull’inquinamento delle falde acquifere , la cui responsabilità è addebitata ad aziende zootecniche del territorio ragusano, e sulle sorti del Corfilac.
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