Cantine siciliane in ginocchio, ma escluse dagli aiuti: la rabbia dei viticoltori siciliani

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Il settore vitivinicolo siciliano, già duramente provato dalla siccità che ha devastato l’isola a partire da gennaio 2024, resta clamorosamente escluso dal bando Misura 23-calamità naturali 2024, che mette a disposizione 35 milioni di euro a sostegno delle imprese agricole danneggiate. Una decisione che ha sollevato un’ondata di proteste tra gli addetti ai lavori, pronti a chiedere a gran voce una revisione immediata del provvedimento.

Nonostante i danni ampiamente documentati e le ingenti perdite subite dai produttori di vino — comparto strategico per l’economia siciliana — il vigneto non è stato inserito tra i beneficiari del bando. Una scelta ritenuta “ingiustificabile” da chi opera nel settore, soprattutto considerando che la viticoltura, sia singola sia associata, è stata una delle colture più colpite dagli effetti devastanti della siccità.

A pesare sulla decisione, secondo quanto emerso, sarebbe il precedente riconoscimento di aiuti legati ai danni da peronospora. Ma le aziende vitivinicole ribattono: i fondi ricevuti per le fitopatie non possono certo coprire anche le pesantissime conseguenze della siccità, che hanno messo in ginocchio la produzione.

La richiesta al Governo regionale è chiara: riaprire il bando e correggere l’esclusione, estendendo i ristori anche al settore vitivinicolo. In tanti, anche a livello istituzionale, si stanno muovendo per dare forza alla protesta. Tra loro anche il consigliere comunale di Ragusa, Salvatore Battaglia, che ha chiesto formalmente all’assessore regionale alle Risorse agricole e alla Pesca, Salvatore Barbagallo, di intervenire al più presto per rimediare a quella che definisce “una grave disparità di trattamento”.

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