“Sulle orme dei giganti” al Besta di Ragusa si ragiona di legalità. I video premiati al concorso

“Sulle orme dei giganti”, l’Istituto tecnico commerciale aeronautico “Fabio Besta” di Ragusa ha promosso un concorso interno con l’obiettivo di “mantenere viva la memoria delle donne e degli uomini che hanno sacrificato la vita nella lotta contro le mafie” per “stimolare negli studenti una riflessione critica sul valore della legalità, del coraggio e del senso del dovere”. Un metodo “moderno” per approcciare il tema, quello del video, con una durata massima di due minuti, tempo utile per arrivare all’essenziale. E l’essenziale che ne viene fuori, dalla visione di tutti i lavori presentati, è l’esigenza di non commemorare con un minuto di silenzio ma di scegliere quotidianamente una memoria fatta di gesti e di parole, di esempio e di dignità: di verità. 

Quattordici gli elaborati presentati – il motore del concorso, nella scuola diretta da Antonella Rosa, è stata la professoressa Donatella Ventura -, altrettante le classi che vi hanno aderito grazie anche alla collaborazione del corpo docente e del personale tecnico a supporto. Una commissione a giudicare gli elaborati, composta da Tina Petrolito, Vito Piruzza, Giuseppe Cusumano e Antonio La Monica, ha decretato i vincitori: in cinque (due i pari merito) si sono divisi il “podio”. 

TERZO POSTO ex aequo 

“Non chiamateci solo scorta” della 1D AFM. Nel video, una intervista immaginaria in cui i ragazzi impegnati nella produzione del lavoro, hanno impersonato i protagonisti in un dialogo contemporaneo: Vito Schifani (e la moglie Rosaria), Emanuela Loi, Antonio Montinaro (e la moglie Tina), alcuni degli agenti deceduti negli attentati contro i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.  

La motivazione “Molto buona l’idea dell’intervista immaginaria ai ‘ragazzi delle scorte’. Gli studenti con naturalezza riescono a rendere l’impegno dei poliziotti delle scorte, vittime di mafia. Molto valido è l’invito finale rivolto ai ragazzi contemporanei che rende al meglio l’idea della continuità del vivere correttamente secondo i valori della legalità. Buono il sottofondo musicale”.

“Francesca Morvillo” della 2 AFM. Anche in questo caso, la scelta di raccontare la vita personale e professionale della magistrata Francesca Morvillo è avvenuta nella forma della “intervista impossibile” con una voce fuori campo. Non la moglie di Giovanni Falcone ma una donna, una professionista che è stata anche compagna di vita di Giovanni Falcone e che con lui è deceduta nell’attentato di Capaci. 

La motivazione: “Il video propone come protagonista la dottoressa Francesca Morvillo, uccisa nella strage di Capaci e ricordata spesso solo come la moglie di. Gli studenti, invece, danno uno spessore umano e professionale alla figura della giudice Morvillo attraverso un’ipotetica intervista a lei rivolta. Un’altra significativa soluzione tecnica è data dal fatto che la giudice parla fuori scena creando un bell’intreccio tra la sua personale storia d’amore per Giovanni Falcone e il dramma che li ha visti morire in uno degli attentati più drammatici per la catastrofe creata. Molto bello l’inserimento dell’ormai famoso e tenero biglietto che Francesca scrisse al suo Giovanni Falcone”.

SECONDO POSTO ex aequo. 

“Claudio Domino – Un sorriso che non muore mai” della 1 A Afm. Con una sceneggiatura contemporanea, si racconta l’omicidio del piccolo Claudio Domino, barbaramente ucciso a 11 anni nel 1986 a Palermo, in una esecuzione mafiosa. Degna di nota la riflessione degli studenti sul senso delle parole di Giovanni Bontade – l’omicidio avvenne durante il maxiprocesso – che si ‘dissociò da quell’omicidio; un “noi siamo estranei” che per i ragazzi “pesa meno del piombo” che ha ucciso quel bambino, e che dimostra solo la confessione di una esistenza di branco dove non c’è spazio per la dignità. 

La motivazione “Il video propone attraverso una sceneggiatura semplice, ma assai coinvolgente, la storia dell’omicidio del piccolo Claudio Domino ucciso barbaramente mentre stava giocando a pallone in strada con i suoi amici. Gli ideatori del video – racconto hanno attentamente collegato l’evento sanguinoso che ha portato alla morte del ragazzino con la dichiarazione fatta in tribunale da Giovanni Bontate, della potente famiglia mafiosa, che afferma: ‘Noi siamo estranei alla morte del bambino’. Il filmato riesce a coinvolgere emotivamente stimolando la trasmissione dei valori della legalità”.

“Mauro Rostagno” della 5 C TL, ripercorre la narrazione della vita del giornalista e sociologo, delle sue inchieste scomode, la sua ricerca, dicono i ragazzi, “non per trovare un posto nella società ma per creare una società in cui valga la pena trovare un posto”

La motivazione “Il video propone come protagonista il giornalista Mauro Rostagno, una figura significativa, ma spesso dimenticata quando si parla di vittime di mafia. Rostagno è stato un esponente del giornalismo che ha centrato la propria attenzione sulla realtà siciliana, lui che era nato a Torino e si era formato culturalmente al nord, ma che siciliano si sentiva più dei siciliani stessi perché la Sicilia l’aveva scelta come sua terra. Gli studenti hanno creato con un ottimo montaggio un collage di filmati legati da una voce narrante che accompagna le scene. Buono è l’invito ai propri coetanei di proseguire nell’impegno dei valori della legalità”.

PRIMO POSTO

“Giuseppe Fava” della 3 C TLe 3 A TL. Attraverso una intervista a Gianluca Floridia, di Libera, hanno cercato di trovare un parallelismo tra le inchieste de I Siciliani e di Pippo Fava con l’attualità, da un lato la mala gestio delle risorse pubbliche, dall’altro con lo spopolamento dei centri storici. 

La motivazione “Il lavoro svolto propone un’intervista a Gianluca Floridia, componente di Libera, sulla figura di Pippo Fava, seguita da una video inchiesta sviluppata secondo gli stilemi del giornalista, ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1984. L’impatto emotivo che il video riesce a suscitare si dimostra capace di trasmettere ai ragazzi coetanei degli studenti valori significativi del vivere civico, ed altresì di attualizzare l’esempio dato da Fava. Il video è di buona capacità tecnica, sia per l’audio che per il montaggio”.

 LA CERIMONIA 

La premiazione dei vincitori è avvenuta lunedì mattina, nel corso della prima parte dell’assemblea di istituto del Fabio Besta a Ragusa. Tutti i finalisti hanno ottenuto la partecipazione ad un evento promosso dalla “Scuola dei beni comuni” mentre la classe vincitrice, un abbonamento annuale 

Fuori dal podio ma con un impegno di ricerca e approfondimento che ha consegnato comunque elaborati di qualità, anche i lavori

“Emanuela Loi – Una vita per la giustizia” della 2 A AFM

“Le stragi – il sacrificio dell’ombra” della 1 C TL

“Mario Francese, il coraggio di raccontare” della 1 C AFM

“Paolo Borrometi” della 4 A TL

“Pio La Torre” della 1 A TL

“La storia di Rita Atria – Il coraggio di dire no” della 2 A TL 

“Rosario Livatino – Il giudice ragazzino” della classe 1 E AFM

“La storia di Rossella Casini” della IV A TL

Menzione speciale per la 3 B Afm; “Memorial vittime di mafia”, il cui elaborato diventa la sigla per le prossime edizioni del concorso 

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