Canile lager scoperto a Modica: sequestrati 13 cani tra degrado e maltrattamenti

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Questa volta l’intervento ha portato al sequestro di 13 cani, cinque adulti e otto cuccioli, trovati all’interno di un’azienda edile in condizioni definite gravissime dall’associazione animalista. Il sequestro preventivo, eseguito dal nucleo zoofilo di Stop Animal Crimes Italia, è stato successivamente convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa.

Secondo quanto riferito dall’associazione, gli animali vivevano in box fatiscenti, tra escrementi e urine, con poca acqua a disposizione – peraltro salmastra – e venivano alimentati con pane duro e ammuffito. I cani presentavano inoltre una forte infestazione di zecche e un evidente stato di denutrizione.

Per il proprietario, un uomo di 41 anni identificato con le iniziali R.G., è scattata la contestazione dei reati di maltrattamento e detenzione incompatibile con la natura degli animali.

Il Tribunale ha disposto che la custodia dei cani venga affidata al sindaco del Comune competente, accogliendo la richiesta avanzata dall’associazione, che considera tale scelta un modo per richiamare le istituzioni alle proprie responsabilità nella tutela del benessere animale.

Ma Stop Animal Crimes Italia va oltre il singolo episodio e punta il dito contro un problema strutturale. Secondo l’associazione, il fenomeno del randagismo e dei maltrattamenti continua a essere affrontato quasi esclusivamente in fase di emergenza, mentre mancherebbe un’efficace attività di prevenzione e di controllo sul territorio.

Stop Animal Crimes Italia chiede al prefetto di Ragusa la convocazione di un tavolo istituzionale dedicato al fenomeno, coinvolgendo enti locali, forze dell’ordine e soggetti competenti. L’obiettivo è affrontare in maniera organica quelle che l’associazione individua come le principali criticità: l’insufficiente vigilanza sul rispetto delle norme, la gestione del sistema dei canili e la necessità di rafforzare le attività di prevenzione e controllo.

Il nuovo sequestro arriva a distanza di poche settimane da un’altra vicenda che aveva profondamente colpito l’opinione pubblica. Sempre grazie a una denuncia della stessa associazione, era stato salvato un cane costretto a vivere legato con una pesante catena che, con il passare del tempo, si era conficcata nella carne del collo provocandogli gravi sofferenze.

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