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Bimbo paralitico chiuso nell’Hot Spot di Pozzallo. Ammatuna: “A breve sarà trasferito”
05 Dic 2020 12:55
Cosa ci fa un bambino paralitico nell’Hot Spot di Pozzallo, dato che è un posto riservato agli adulti? Un bambino paraltico a causa di una gravissima forma di meningite è chiuso all’interno dell’Hot Spot di Pozzallo. La tragica vicenda è stata raccontata da “Avvenire”. A parlare, il padre del bambino: scappati dalla Tunisia proprio per far curare il figlio, ha deciso, come tanti altri, di provare la traversata in mano agli scafisti senza scrupoli.
Da giorni, il bambino giace sul materasso di gommapiuma. Al polso destro il bracciale con il suo nome e i dati sanitari, proprio come negli ospedali.
Sbarcato a Lampedusa il 5 novembre, è stato trasferito a Pozzallo il 25. “Il minore necessita di essere immediatamente trasferito presso una struttura adeguata ove medici specialisti possano occuparsi di ogni sua esigenza”, scrive nell’esposto al ministero degli interni l’avvocato Alessandra Ballerini che con “Terres des hommes” e “Lasciatecientrare” segue il caso, racconta Avvenire.
Ma su questa delicatissima vicenda, il sindaco della città Roberto Ammatuna ha dichiarato:
“In merito alla notizia diffusa da organi di stampa relativa al bimbo tunisino di sette anni, affetto da tetraparesi spastica, al momento ospitato presso l’hotspot di Pozzallo credo siano necessarie alcune precisazioni” afferma il Sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna.
“Il ragazzino, insieme al padre, è stato trasferito a Pozzallo da Lampedusa – prosegue il primo cittadino di Pozzallo – dove è stato immediatamente attenzionato dai medici, sottoposto a tutti gli accertamenti del caso ed al quale è stata somministrata la terapia necessaria, mentre la situazione è continuamente monitorata dalla Prefettura di Ragusa e dal Ministero dell’Interno”.
“Mi sento di dire, anche come medico – continua Ammatuna – che sarebbe stato più opportuno che l’autorità sanitaria di Lampedusa avesse previsto un suo trasferimento direttamente presso una struttura altamente specializzata dove, con immediatezza, poteva essere assistito in maniera più approfondita”.
“Al momento sia il ragazzino che il padre continuano ad essere ospitati presso l’hotspot – afferma ancora il Sindaco di Pozzallo – perché nel gruppo trasferito insieme a loro da Lampedusa erano presenti altri soggetti risultati positivi al Covid-19 dopo gli opportuni controlli sanitari”.
“In atto entrambi sono in quarantena all’interno del luogo di prima accoglienza – prosegue Ammatuna – domattina, alla scadenza dei dieci giorni prevista dalla normativa, sarà effettuato il tampone e nel caso confermi la loro negatività al coronavirus saranno quindi trasferiti in una struttura sanitaria adeguata già da tempo individuata”.
“Credo che a breve tutto dovrebbe concludersi – conclude il Sindaco di Pozzallo – ma, ripeto, la scelta migliore sarebbe stata quella di indirizzarlo direttamente, accorciando i tempi, verso un ospedale specializzato evitando così il transito per l’hotspot di Pozzallo”.
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