Arresto dell’ex principe Andrea: i legami con Epstein scuotono la Royal Family

Momenti di grande tensione nel Regno Unito con l’arresto dell’ex principe Andrea, avvenuto ieri mattina a Wood Farm, l’ex residenza del principe Filippo nella tenuta reale di Sandringham, nel Norfolk. La misura cautelare è stata eseguita a seguito di accuse di condotta illecita in pubblico ufficio, nell’ambito di un’indagine legata alla sua attività passata come emissario commerciale per il governo britannico.

Secondo la ricostruzione dei media britannici, tra cui il Daily Mail, sei auto della polizia in borghese hanno raggiunto la residenza poco dopo le 8 del mattino. Poco dopo, un convoglio di veicoli è stato fotografato mentre lasciava la tenuta, con Andrea ancora sotto custodia. Le autorità stanno inoltre effettuando perquisizioni in vari indirizzi nel Norfolk e nel Berkshire.

Le accuse e i due filoni d’indagine

Il primo filone di indagine riguarda la presunta trasmissione di documenti riservati a Jeffrey Epstein durante le missioni svolte da Andrea come emissario commerciale, configurando l’accusa di abuso d’ufficio.

Un secondo filone, riportato dalla BBC, riguarda una presunta relazione sessuale con una minore, coinvolta nei viaggi a bordo del jet privato di Epstein, noto come “Lolita Express”.

Andrea ha sempre negato ogni coinvolgimento in condotte inappropriate, ma la Royal Family lo ha estromesso da ogni ruolo ufficiale, ritirandogli il titolo di principe e la residenza istituzionale.

Re Carlo III e il sostegno alla polizia

Buckingham Palace ha reso noto che Re Carlo III ha manifestato la sua “profonda preoccupazione” e che è pronto a fornire sostegno alle autorità britanniche per accertare eventuali responsabilità penali legate alla divulgazione di informazioni riservate da parte del fratello.

Il premier britannico, Keir Starmer, ha ribadito che “nessuno è al di sopra della legge”, sottolineando l’importanza della trasparenza e della responsabilità anche per i membri della famiglia reale.

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