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ANFFAS Modica, si guarda a settembre: il centro resterà nella sua sede e con gli stessi ragazzi
21 Ago 2026 10:39
L’obiettivo adesso è uno solo: garantire la ripartenza del servizio entro settembre, senza disperdere quella che negli anni è diventata una vera comunità. Dopo la bufera giudiziaria che ha investito l’ANFFAS di Modica, l’attenzione si sposta sulle famiglie e sui tanti ragazzi che hanno bisogno di continuità, punti di riferimento e assistenza.
A fare il punto sulla situazione, da noi contattata, è l’assessore ai Servizi sociali Concetta Spadaro, che ripercorre quanto emerso dal tavolo tecnico dei giorni scorsi e spiega la strada individuata per affrontare l’emergenza.
La decisione assunta al tavolo tecnico è quella di non frammentare il gruppo dei ragazzi. Nonostante la disponibilità manifestata da altre associazioni del territorio ad accogliere gli utenti, l’orientamento è stato quello di mantenere unita la comunità e di consentire ai ragazzi di continuare le proprie attività nella stessa sede e insieme agli stessi compagni.
Una scelta ritenuta importante anche dal punto di vista umano e sociale. Dividere i ragazzi tra strutture diverse avrebbe significato interrompere relazioni, abitudini e percorsi costruiti nel tempo.
Per questo, spiega l’assessore Spadaro, la soluzione individuata è quella di far ripartire il servizio nella sede ANFFAS, una volta completati tutti gli interventi necessari.
La sede, dopo quanto accaduto e dopo la chiusura disposta nell’ambito della vicenda giudiziaria, deve essere pulita e sanificata e resa nuovamente idonea ad accogliere i ragazzi.
In questo percorso il Comune intende fare la propria parte, insieme ad alcuni volontari che hanno dato la loro disponibilità proprio durante il tavolo tecnico.
L’assessore Spadaro, inoltre, è già in contatto con una delle mamme degli utenti per concordare concretamente quando iniziare gli interventi, così da poter procedere nel più breve tempo possibile.
L’obiettivo è arrivare a settembre con una sede pronta e con il servizio nuovamente operativo.
Parallelamente alla sistemazione della struttura dovrà essere affrontato l’altro passaggio fondamentale: la ricostituzione degli organismi dirigenti dell’associazione.
L’ANFFAS dovrà procedere con un’assemblea elettiva, dalla quale dovrà uscire un nuovo Consiglio di amministrazione e, successivamente, un nuovo presidente.
È questo il percorso individuato per consentire all’associazione di ripartire anche sotto il profilo organizzativo e gestionale, dopo la vicenda giudiziaria che ha coinvolto alcuni suoi esponenti.
L’inchiesta della Procura di Ragusa ha portato alla chiusura della struttura, a due arresti domiciliari e a provvedimenti interdittivi nei confronti di altri operatori, mentre complessivamente risultano 13 persone indagate.
È fondamentale ricordare che si tratta di un procedimento ancora in corso e che le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.
Nel frattempo, però, c’è una necessità concreta che non può attendere i tempi della giustizia: garantire alle persone con disabilità la continuità del percorso assistenziale e alle loro famiglie la possibilità di guardare al futuro con maggiore serenità.
Ed è proprio per questo che il tavolo tecnico convocato dal Comune ha assunto una particolare importanza.
L’obiettivo è chiaro: entro settembre il servizio dovrà essere nuovamente garantito.
Dopo settimane difficili, per le tante famiglie coinvolte questa è probabilmente la notizia più importante: sapere che i propri ragazzi potranno tornare nella loro sede, ritrovare i loro compagni e riprendere, per quanto possibile, quella quotidianità che la vicenda giudiziaria ha bruscamente interrotto.
Ora la sfida è trasformare le intenzioni in fatti, con una sede pronta, una nuova governance e soprattutto un servizio che torni a funzionare nell’interesse dei ragazzi e delle loro famiglie.
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