Anche il Vescovo di Ragusa esprime vicinanza alla vittima di stupro: "Occorre un patto per l'educazione e la legalità" - Ragusa Oggi

Anche il Vescovo di Ragusa esprime vicinanza alla vittima di stupro: “Occorre un patto per l’educazione e la legalità”


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Anche il Vescovo di Ragusa esprime vicinanza alla vittima di stupro: “Occorre un patto per l’educazione e la legalità”
Attualità
10 settembre 2019 17:12

Il Vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta, manifesta vicinanza alla vittima dell’odioso epi-sodio di violenza registratosi nei giorni scorsi. Ancora una volta i riflettori dei media si sono accesi su questa terra per un dramma che rischia di lasciare una ferita profonda nella vittima e una ulteriore lacerazione nel tessuto sociale. Il Vescovo, nel lodare il coraggio della donna che ha contribuito alle indagini portate avanti con scrupolo e professionalità dalla Magistratura e dalle Forze dell’Ordine, invita tutti a compiere passi concreti che vadano nella direzione della legalità e ribadisce l’impegno della comunità ecclesiale su questo versante.

Occorre un grande patto per l’educazione e la legalità tra tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questa terra. Istituzioni, scuola, Chiesa, famiglia, agenzie educative, servizi sociali, forze dell’ordine, magistratura devono trovare il modo per trasmettere ai giovani quei valori che purtroppo sono sem-pre meno nel patrimonio genetico delle nuove generazioni.

Dispiace constatare che il presunto autore di questo indegno atto di violenza non fosse nuovo a epi-sodi del genere. Lontano da slogan su garantismo, certezza della pena, impunità, il Vescovo ribadi-sce la necessità di una giustizia che tuteli i più deboli e rieduchi chi ha rotto il patto di civile convi-venza con la comunità.

È evidente, se i fatti di queste ore dovessero trovare conferma anche a livello giudiziario, che qualcosa non ha funzionato consentendo la reiterazione di un reato di questa gravità. Non ci interessa sapere cosa e perché non abbia funzionato, auspichiamo però che simili episodi non abbiano più a ripetersi e che tra Magistratura, cittadini e forze dell’ordine possa tornare a respirarsi un clima di reciproca fiducia.


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