Ance Sicilia: “I mega-appalti escludono imprese locali da gare”

“Nell’ultimo decennio – anche in Sicilia – il ricorso ai mega-appalti, oltre ad escludere tutte le imprese locali dalle gare, e’ stato sinonimo di mancanza di concorrenza e di trasparenza, di totale inefficienza, di tempi biblici e opere incompiute o mal eseguite, di contenziosi infiniti con le stazioni appaltanti e, soprattutto, di mancati pagamenti alle ditte subappaltatrici, aggravando cosi’ la condizione occupazionale ed economica delle comunita’ coinvolte”.

Lo afferma una nota di Ance Sicilia che chiede al governatore Nello Musumeci, anche nella sua prossima veste di commissario straordinario per alcune opere come la Ragusa-Catania, di intervenire “con la sua consueta determinazione sul governo nazionale, sul gruppo Rfi-Anas (titolare della quasi totalita’ delle opere strategiche da realizzare nell’Isola) e sui commissari straordinari, affinche’ si rinunci al fallimentare modello dei mega-appalti, si mantenga in capo alle efficienti strutture tecniche e amministrative di Rfi e Anas la regia, la gestione e il controllo diretto sui cantieri e si ricorra alla suddivisione degli appalti in piu’ lotti di minor importo, facilitando cosi’ la partecipazione da parte di aggregazioni di aziende del comparto Pmi”.

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