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Allerta meteo massima e sito al minimo: quando la Protezione Civile va in down prima del nubifragio
18 Gen 2026 18:26
C’è un paradosso tutto siciliano che meriterebbe di essere studiato nelle università: nel momento esatto in cui si annunciano nubifragi, alluvioni, vento fortissimo e scenari potenzialmente critici, l’unico vero strumento pensato per informare e rassicurare i cittadini… smette di funzionare. Sipario. Blackout. Fine delle comunicazioni.
Da oggi pomeriggio, intorno alle 17.30, il sito ufficiale della Protezione Civile della Regione Siciliana risulta irraggiungibile. Proprio mentre si moltiplicano comunicati, note stampa, interviste e dichiarazioni solenni sull’“attenzione massima” e sulla “gestione puntuale dell’emergenza” in vista di una perturbazione che, tra lunedì e martedì, potrebbe mettere seriamente alla prova territori già fragili.
È come annunciare l’evacuazione di un teatro… con il megafono scarico.
Il sito istituzionale dovrebbe essere il primo presidio informativo: mappe aggiornate, bollettini chiari, indicazioni operative, numeri utili, raccomandazioni precise. Invece, nel momento in cui ai cittadini viene chiesto di spostarsi il meno possibile, di seguire con attenzione l’evoluzione meteo e di affidarsi alle fonti ufficiali, quella fonte semplicemente non c’è. Down. Silenzio digitale.
Un dettaglio tecnico? No. Un fatto gravissimo. Perché nelle emergenze la comunicazione non è un optional, ma parte integrante della protezione civile stessa. Senza informazione tempestiva e accessibile, ogni appello alla calma rischia di trasformarsi in confusione, ogni invito alla prudenza in una corsa al “sentito dire”, ai messaggi vocali inoltrati, ai post social non verificati.
E allora viene da sorridere amaramente davanti alla retorica dell’“apparato pronto a fronteggiare ogni evenienza”, quando basta un temporale annunciato per mandare in tilt il canale primario di contatto con la popolazione. Un corto circuito simbolico prima ancora che informatico: l’emergenza non è ancora arrivata, ma la comunicazione sì, è già crollata.
La Sicilia, ancora una volta, sembra dimostrare di essere bravissima nelle dichiarazioni di principio e molto meno nella manutenzione della realtà. Perché non servono proclami roboanti se poi, al momento cruciale, manca l’essenziale: un sito funzionante, aggiornato, consultabile da chi cerca informazioni di prima mano.
In tempi di allerte meteo sempre più frequenti e di eventi estremi che non sono più eccezioni ma consuetudine, la vera emergenza è continuare a pensare che l’organizzazione si misuri con le parole e non con i fatti. E un sito istituzionale in down, mentre si chiede ai cittadini di restare vigili e informati, è un fatto che parla da solo. Più forte di qualsiasi comunicato stampa.
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