Da lunedì 6 luglio il Centro diagnosi e trattamento intensivo precoce per i disturbi dello spettro autistico dell’ASP di Ragusa avrà una nuova sede temporanea. Le attività saranno infatti trasferite nei locali comunali di via Berlinguer, messi a disposizione dal Comune di Ragusa attraverso un contratto di comodato d’uso gratuito, così da garantire la piena […]
ALLARGATA A DISMISURA LA ZONA DI TUTELA NELL’AREA DI ESPANSIONE
12 Giu 2010 13:20
Risolto l’annoso problema concernente i vincoli archeologici ricadenti su alcune aree delle lottizzazioni di Contrada Merlino che rischiavano di causare un blocco edilizio e la possibile demolizione degli immobili “abusivi”. In realtà si è trattato di un errore materiale che ha allargato a dismisura l’area sottoposta a vincolo archeologico. Un errore rilevato dalla stessa Soprintendenza ai Beni Archeologici di Ragusa la quale ha riconosciuto che l’area effettivamente sottoposta a tali vincoli è quella coincidente col Parco dell’Ippari, quindi a ovest dello storico fiume, e non anche quella ad est di esso. In quest’ultima, pertanto, può svolgersi qualsiasi attività edilizia senza la preventiva richiesta del nullaosta da parte della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Ragusa. A questo epilogo si è pervenuti nel corso dell’ultimo incontro tra i rappresentanti dell’Amministrazione comisana, l’assessore all’Urbanistica Alberto Belluardo e il dirigente dell’Ufficio tecnico, Leonardo Stagnitto, e della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Ragusa, la soprintendente Vera Greco e il responsabile U. O. V. I. I. Rosa Corallo. I particolari della soluzione della pur complessa vicenda sono stati esposti dallo stesso assessore Belluardo nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio, presso il Centro servizi culturali, alla quale sono intervenuti il dirigente dell’Utc Stagnitto e Roberto Cassibba, quest’ultimo nella duplice veste di consigliere comunale e tecnico. “La zona realmente sottoposta a vincoli archeologici ricade per intero sull’area in cui insiste attualmente il Parco dell’Ippari – ha spiegato l’assessore Belluardo -. A seguito di una interlocuzione aperta con la stessa Soprintendenza di Ragusa, gli uffici comunali competenti hanno visionato le cartografie fornite dalla prima rilevando una inesattezza in merito al dimensionamento dell’area d’interesse archeologico denominata Merlino. Tale imprecisione è stata corretta dal dirigente del servizio Beni Archeologici di Ragusa, Giovanni Di Stefano che ha constatato un’errata traslazione dell’area avvenuta in passato. Nel corso dell’incontro risolutivo della vicenda, si è concordato che nelle prescrizioni venga inserita una norma che tuteli tali aree demandando l’alta sorveglianza alla Soprintendenza la quale dovrà essere avvisata con congruo anticipo prima dell’inizio degli scavi”. L’assessore Belluardo, dopo aver rilevato la fattiva collaborazione prestata nella vicenda dal soprintendente Vera Greco, ha accennato brevemente alla sua genesi. “Nel 2004, la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Ragusa ha notificato all’assessorato all’Urbanistica del Comune di Comiso un Cd rom contenente la carta dei vincoli sulle aree di interesse archeologico, di fatto ignorato dall’Amministrazione allora incarica. Fino a tutto il 2006 – ha dichiarato l’assessore Belluardo – sono state rilasciate concessioni edilizie e approvate lottizzazioni senza il parere preventivo della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Ragusa. Il problema è emerso quell’anno, quando si pose mano alla rielaborazione del Piano regolatore generale, mentre, a partire dal 2007 alcuni imprenditori edili hanno richiesto il parere della stessa Soprintendenza per l’edificabilità di alcuni lotti facenti parte di una lottizzazione approvata dal Consiglio comunale nel 2006 senza il previo parere della medesima. Per questo motivo, la Soprintendenza, non solo non ha rilasciato il nullaosta, ma ha richiesto all’Ufficio Urbanistica la revoca in autotutela dei pareri già dati dal Comune. L’Amministrazione allora in carica ha sostenuto la tesi che solo per la richiesta do concessioni edilizie dopo il 2007 sarebbe stato necessario il parere preventivo della Soprintendenza, lasciando nei fatti irrisolto il problema. Una posizione, comunque, errata perché non suffragata dalla normativa vigente e, inoltre, in questa materia la legge non prevede sanatorie. In buona sostanza, gli edifici nel frattempo costruiti erano da considerarsi abusivi e come tali soggetti a essere demoliti. L’attuale Amministrazione si è quindi impegnata in un lungo e paziente lavoro di ricerca e ricostruzione della vicenda che ha visto il settore Urbanistica in prima linea. Siamo stati in grado, pertanto, di rilevare che alcune perimetrazioni dell’area soggetta a vincoli erano errate e penalizzanti per i cittadini. Finalmente, ora, i cittadini non corrono rischi, inoltre l’Amministrazione in carica potrà completare apidamente la nuova rete viaria i cui lavori sono stati temporaneamente sospesi nelle more del positivo epilogo della vicenda”.
© Riproduzione riservata