AI DIPENDENTI PUBBLICI PROPONIAMO DI EMIGRARE IN AUSTRALIA

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 Blocco degli stipendi del pubblico impiego, degli statali e così via. I numeri parlano da soli e dal governo, dal Ministro D’Alia arriva il monito perentorio  “ tutti devono fare sacrifici”, che i sindacati contrabbattono con uno sciopero indetto per il 18 ottobre. I sacrifici,ovviamente, ricadono sul pubblico impiego come sempre! Di tagli alla politica,però, nessuno ne parla in modo concreto! Apprendiamo da  La Stampa.it  economia che  “tra il 2011 e il 2012 il congelamento del turnover ha determinato 120 mila tagli nel pubblico impiego (il 3,5%, fino a 3.350.000 addetti) e le retribuzioni sono calate dello 0,6% lo scorso anno dopo il -0,7% dell’anno precedente, mentre l’inflazione cresceva del 3%. Lo stipendio medio è sceso a poco più di 34.400 euro l’anno e, nel frattempo, l’età dei dipendenti pubblici è aumentata fino a 47,8 anni nel 2011 dai 43,6 del 2010. È così che le amministrazioni si sono trovate il personale più anziano di tutti i Paesi Ocse, con quasi un dipendente su due over 50, mentre in Francia e in Gran Bretagna sono appena il 30%. All’abbondanza delle persone vicine alla pensione corrisponde la carenza di giovani, solo uno su dieci (il 10,3%) in Italia ha meno di 35 anni, quando in Francia sono il 28% e in Gran Bretagna il 25%. L’età dei nostri dipendenti pubblici è elevata anche in confronto con quelli degli altri lavoratori italiani che, per esempio nell’industria, sono più giovani di sette anni. Il settore privato, inoltre, ha continuato negli anni a registrare aumenti nelle retribuzioni, anche se insufficienti a compensare l’inflazione, con un +1,6% nel 2012 e un +2,1% nel 2011, mentre gli stipendi pubblici calavano complessivamente dell’1,3%”

«Tutti stanno soffrendo sia nel settore pubblico sia nel settore privato – ha affermato il ministro D’Alia – il potere d’acquisto del salario pubblico e del salario privato in questi anni è diminuito parecchio, così come è calato il livello dell’occupazione giovanile. Questi sono due dati che rendono il nostro sistema Paese più debole e su cui dobbiamo intervenire con politiche mirate». Per il settore pubblico, è «importante» che gli interventi siano condivisi con i sindacati e i lavoratori, ha spiegato D’Alia, perché «la riqualificazione della spesa pubblica non la possiamo fare se non abbiamo con noi il personale». «La decisione del Consiglio dei ministri – ha aggiunto – ci consente di aprire da subito i tavoli con i sindacati per i rinnovi contrattuali. Anche se riguarda, per ora, solo la parte normativa, questo ci mette in condizione di riprendere un circuito virtuoso di relazioni sindacali, che è stato purtroppo abbandonato ed è stata una delle cause di demotivazione del personale pubblico». 

Secondo i sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, la riapertura delle trattative è «un minimo passo avanti», consentirà la ripresa del dialogo dopo 4 anni e di «affrontare in modo serio la regolamentazione di istituti giuridici che le recenti riforme avevano sottratto all’autonomia negoziale», ma «servono impegni concreti, e soprattutto risorse». «Non rinnovare il contratto e pretendere che questi stessi lavoratori, in condizioni così difficili, rendano efficienti e modernizzino le nostre pubbliche amministrazioni è quantomeno irrealistico», concludono. Alla proroga del blocco di contratti e retribuzioni l’Usb risponde con lo sciopero generale il 18 ottobre. «Continua l’accanimento contro gli statali – si legge in una nota – I lavoratori pubblici non ci stanno ad essere rosolati a fuoco lento e il 18 ottobre parteciperanno allo sciopero generale convocato dalla Confederazione Usb, scendendo in piazza con rabbia e determinazione. Di caldo ormai non c’è solo l’autunno, ma l’intero anno»”.

Concludiamo con un post, scritto da un’insegnante inviperita:  E per concludere questa giornata con i fiocchi mi arriva questa notizia dal mio sindacato dove in poche parole mi dice: “Se aspetti gli scatti di anzianità o l’aumento dello stipendio, attaccati al tram perchè il governo col decreto del fare ha bloccato tutti gli scatti del pubblico impiego” e lì la riflessione sorge spontanea: “Dal momento che l’IMU prima casa (forse) è stata bloccata è naturale che il governo debba attingere questi soldi (mancanti) da altre fonti e chi se non mirare sul pubblico impiego????” Mi sa proprio che per questo nuovo anno scolastico (settore scuola) e per tutti gli impiegati statali in genere inizierà una raffica senza fine di scioperi e lotta dura……ALLA FINE LO STATO E’ SEMPRE QUELLO CHE DICHIARA (VELATAMENTE) LOTTE E RANCORI COL POPOLO E NOI DOBBIAMO ANCORA VOTARLI…..IO SONO DEFINITIVAMENTE STUFA!!!!!!!!!!!!!!!! O QUI CAMBIA QUALCOSA ALTRIMENTI PROPONGO UN EMIGRAZIONE DI MASSA………….SONO ARRABBIATISSIMAAAAAA!

 

 

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