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Addio all’Isola dei Porri? Il mare la sta inghiottendo lentamente
20 Ago 2026 10:15
Un tempo era meta di escursionisti e naturalisti. Oggi c’è poco di quello che c’era qualche decennio fa, di quell’isola dei Porri che invitava a sognare la gita di un giorno vicino alla costa. Di essa rimangono solo tre scogli quasi a pelo d’acqua che rischiano di scomparire lasciando ai ricordi quella che è una delle maggiori attrazioni naturalisitiche e turistiche dell’isola sud-orientale. Lenta ed inesorabile la sua immersione. L’isola dei Porri è chiamata così perchè un tempo l’unica pianta che vi cresceva era proprio il porro selvatico, la stessa pianta che attecchisce nella poco distante isola delle Correnti sulla costa siracusana di Portopalo. Chi, guardando dalla terra ferma, non ha sognato di raggiungere l’isola dei Porri, sul canale di Malta a 800 metri o poco più dalla riviera di Santa Maria del Focallo, frazione balneare di Ispica.
Nei mesi estivi per i possessori di barche è un rito raggiungere l’isola dei Porri, magari solo per circumnagivarla.
L’arrivo su quegli scogli, la circumnavigazione dell’isola godendo dell’acqua limpida ed odorosa di mare. Un rito che i ragusani hanno mantenuto nel tempo sullo sfondo dei faraglioni di Punta Cirica e di Porto Ulisse. Dell’isola di un tempo rimane poco. Lo hanno raccontato le telecamere di “Walking Nature” che, sorvolando la zona marina con un drone, ha fotografato lo stato dell’isolotto. Non solo con il drone ma anche in barca alcuni studiosi hanno cercato di capire cosa stia succedendo nell’isola ed il processo di erosione che sta portando all’immersione dell’isola. Possibili cause potrebbero essere legate all’erosione della costa, alle maree, alle correnti ed ai movimenti sismici. La costa iblea sta soffrendo di un’azione di erosione e non si esclude che in maniera parallela qualcosa stia succedendo anche nell’area marina dell’isola dei Porri. Se per la terra ferma si cerca di “riparare” con l’installazione di dighe foranee, più difficile è per l’isola dei Porri che si trova in mare aperto. Forse un rompicapo per Genio civile opere marittime e Capitaneria di porto, in parte deputati tecnicamente ad affrontare il problema dell’immersione dell’isola. Nulla si è potuto fare per l’isolotto di Portopalo, l’isola delle Correnti e Punta delle Formiche, sulla costa siracusana interessati dallo stesso fenomeno. Originariamente l’isola era lunga 150 metri e larga 125. Ora rimane poco. Rimane l’importanza di un sito dove un tempo sono state trovate tombe di epoca bizantina e che da poco è stata classificata zona di Riserva Integrale così come i dirimpettai, sulla terraferma, pantani Longarini e Cuba. Un’area marina di grande importanza, testimone di intensi traffici in epoca romana e bizantina sulla rotta dalla Grecia e dall’Egitto verso Roma.
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