Acqua sotto osservazione a Pozzallo: 15 prelievi di Iblea Acque dopo l’allarme sui cloruri

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L’acqua di Pozzallo torna sotto la lente d’ingrandimento. Non perché oggi esista un divieto di utilizzo per fini potabili, ma perché nelle ultime settimane si è riacceso il dibattito sulla qualità della risorsa idrica e, soprattutto, sulla concentrazione dei cloruri.

Il passaggio più significativo arriva adesso da Iblea Acque. Lunedì 7 settembre la società ha effettuato 15 prelievi in tutti i pozzi che alimentano i serbatoi comunali, dando vita a una campagna di controllo particolarmente estesa. I campioni saranno sottoposti a differenti procedure di analisi e i risultati non saranno disponibili tutti contemporaneamente. Alcuni parametri, infatti, richiedono tempi tecnici di lavorazione che possono arrivare a diversi giorni.

È dunque questa la fotografia che bisognerà attendere per capire quale sia oggi la situazione dell’acqua distribuita a Pozzallo.

La questione era tornata al centro del dibattito dopo le segnalazioni di Sud chiama Nord, che aveva sollevato interrogativi proprio sulla disponibilità di dati aggiornati sulla qualità dell’acqua.

Al centro della vicenda c’era un rapporto relativo a un campione prelevato il 7 maggio 2026 dal serbatoio di contrada Inchiudenda. Il documento indicava una concentrazione di 327 milligrammi di cloruri per litro, a fronte del valore di parametro di 250 mg/l.

Un dato riferito a un preciso punto della rete e a una precisa data, che non può automaticamente essere considerato rappresentativo dell’intero sistema idrico o della situazione attuale. Ma che aveva posto una domanda precisa: che cosa è accaduto nei mesi successivi?

Da qui la richiesta di maggiore trasparenza e, soprattutto, di una pubblicazione costante dei risultati delle analisi, così da consentire ai cittadini di seguire l’andamento dei principali parametri dell’acqua.

La vicenda dei cloruri, del resto, non nasce quest’anno. Pozzallo ha già attraversato una lunga fase di emergenza sulla qualità dell’acqua. Nell’agosto del 2023 era stata emanata un’ordinanza del Sindaco che vietava l’utilizzo dell’acqua della rete ai fini potabili a causa della presenza di cloruri oltre i parametri previsti.

Il provvedimento era stato revocato nel gennaio 2025, dopo il monitoraggio della situazione e le verifiche delle autorità competenti. Da allora l’acqua della rete cittadina è tornata utilizzabile per il consumo umano.

In una fase così delicata è fondamentale anche evitare che la preoccupazione dei cittadini venga alimentata da informazioni parziali, non verificate o diffuse attraverso canali non istituzionali.

Sul tema della potabilità dell’acqua è necessario affidarsi esclusivamente agli esiti delle analisi ufficiali e alle comunicazioni degli enti competenti. Un singolo dato, soprattutto se riferito a un determinato punto e a una determinata data, non può essere utilizzato per descrivere automaticamente la situazione dell’intera rete.

Iblea Acque ha assicurato che fornirà aggiornamenti man mano che saranno disponibili gli esiti delle analisi e ha invitato i cittadini a fare riferimento alle comunicazioni ufficiali, diffidando delle informazioni provenienti da fonti non istituzionali.

Adesso, quindi, la parola passa ai laboratori.

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