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Svolta per gli studenti ragusani in infermieristica: tirocini nelle strutture sanitarie iblee
09 Set 2026 13:35
Una trasferta in meno, costi ridotti e soprattutto la possibilità di completare il proprio percorso universitario senza essere costretti a spostarsi fuori provincia. È la svolta annunciata per gli studenti ragusani iscritti al corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Catania, che potranno svolgere il tirocinio curricolare nelle strutture sanitarie della provincia di Ragusa.
Un risultato che arriva dopo una mobilitazione partita proprio dagli universitari iblei e approdata direttamente al Rettorato dell’Università di Catania, dove martedì 8 settembre si è svolto un incontro ritenuto decisivo per sbloccare una questione che da tempo pesava sulla vita accademica ed economica degli studenti.
La richiesta degli studenti arriva al Rettorato
Al centro del confronto l’obbligo, per gli studenti ragusani di Infermieristica, di svolgere il tirocinio fuori dalla provincia di residenza. Una condizione che significava affrontare spese di viaggio, continui spostamenti e difficoltà organizzative, con ricadute inevitabili anche sulle famiglie.
A raccogliere la richiesta degli studenti è stato il consigliere comunale di Ragusa dell’MPA Gaetano Mauro, che ha portato la problematica direttamente all’attenzione del rettore dell’Università di Catania Enrico Foti.
All’incontro al Rettorato hanno partecipato lo stesso rettore Foti, Gaetano Mauro, il presidente del Movimento per l’Autonomia Raffaele Lombardo e una delegazione degli studenti ragusani.
Il confronto ha consentito di individuare una soluzione che, dopo l’ultimo passaggio previsto al Senato Accademico, permetterà agli universitari iblei di svolgere il tirocinio curricolare direttamente nel territorio ragusano.
Meno costi e meno disagi per gli universitari iblei
La novità potrebbe avere un impatto concreto sulla quotidianità degli studenti. Il tirocinio rappresenta infatti una componente fondamentale del percorso di laurea in Infermieristica e la possibilità di svolgerlo in provincia significa evitare trasferte quotidiane o periodiche fuori territorio, con un conseguente alleggerimento dei costi e della complessità organizzativa.
«È un risultato storico, come lo hanno definito gli stessi studenti – afferma Gaetano Mauro – perché risolve un problema che incide concretamente sulla loro vita universitaria e su quella delle loro famiglie».
Per il consigliere comunale, poter svolgere il tirocinio nel Ragusano significa «abbattere costi di viaggio, ridurre gli spostamenti e rendere più sostenibile l’intero percorso di studi».
Il confronto istituzionale che ha sbloccato la situazione
Mauro evidenzia anche il ruolo avuto dal rapporto istituzionale instaurato con il vertice dell’Ateneo catanese. «Ringrazio il rettore Enrico Foti per la grande disponibilità e sensibilità dimostrate. L’incontro di ieri al Rettorato è stato concreto e operativo: abbiamo rappresentato il problema degli studenti e trovato un interlocutore attento, disponibile a individuare una soluzione».
Un percorso nel quale ha avuto un ruolo anche Raffaele Lombardo, presidente dell’MPA, che ha sostenuto l’iniziativa e contribuito al raccordo istituzionale.
«La presenza di Raffaele Lombardo – aggiunge Mauro – testimonia anche quanto sia importante poter contare su un partito strutturato, capace di mettere relazioni ed esperienza politica al servizio delle esigenze dei territori».
Dalla richiesta degli studenti a una soluzione per il territorio
La vicenda, secondo Mauro, rappresenta anche un esempio concreto di come dovrebbe essere interpretato il ruolo della politica. La questione, infatti, pur non rientrando direttamente nelle competenze di un consigliere comunale, è stata presa in carico dopo la richiesta degli studenti.
«Quando questi ragazzi si sono rivolti a me avrei potuto rispondere che l’organizzazione dei tirocini universitari non rientra nelle competenze di un consigliere comunale. Ma la politica non può limitarsi ai confini burocratici delle proprie competenze. Deve ascoltare, studiare i problemi, individuare gli interlocutori e costruire le condizioni per risolverli».
Una posizione che mette al centro il rapporto tra istituzioni, università e territorio, soprattutto quando una scelta organizzativa può produrre conseguenze dirette sulla sostenibilità economica degli studi.
Ora l’ultimo passaggio al Senato Accademico
Tra gli studenti prevale la soddisfazione per un risultato considerato storico e destinato, una volta completato l’iter, a produrre ricadute positive sia sul piano economico sia su quello logistico.
Resta ora l’ultimo passaggio al Senato Accademico dell’Università di Catania, necessario per rendere definitiva la soluzione individuata durante l’incontro.
«Adesso – conclude Mauro – attendiamo il passaggio conclusivo del Senato Accademico, ma il percorso è stato tracciato. È questo il modo in cui intendo la buona politica: ascolto, studio, costanza e relazioni istituzionali messe al servizio dei cittadini».
Per gli studenti ragusani di Infermieristica, dunque, si apre la prospettiva di poter vivere una parte fondamentale della propria formazione nel territorio in cui risiedono, trasformando una difficoltà quotidiana in un’opportunità per il percorso universitario e, più in generale, per il rapporto tra formazione, sanità e territorio ibleo.
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