Cimitero storico di Modica: due milioni al centro del confronto dell’Ars che parte col freno a mano tirato

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Il rientro dalle vacanze all’Assemblea Regionale Siciliana si è aperto all’insegna delle tensioni e dei primi malumori politici. Con il debutto nelle commissioni della variazione di bilancio “Coesione e crescita” da 221 milioni di euro, i lavori parlamentari sono partiti con il freno a mano tirato.

Tra i corridoi di Palazzo dei Normanni si registra già il rischio di rallentamenti strutturali, dettati dalla ricerca di una difficile quadra interna alla maggioranza di centrodestra. A surriscaldare il clima è una preannunciata valanga di emendamenti pronti a essere depositati da deputati di ogni schieramento, tutti a caccia di risorse e “misure bandiera” per i propri territori.

Un “giorno zero” ad alta tensione istituzionale che diventa subito lo sfondo decisivo per le sorti di alcuni dei capitoli più caldi dell’Isola, a partire dal pressing per lo sblocco dei fondi straordinari destinati alla messa in sicurezza del cimitero storico di Modica.

La giornata di ieri, 8 settembre, era stata indicata come un passaggio decisivo per il finanziamento di circa due milioni di euro destinato alla messa in sicurezza delle edicole funerarie “G. Di Vittorio” e “Santissimo Sacramento” del cimitero storico di Modica.

Piergiorgio Barone ha definito l’8 settembre «il giorno della verità», sollecitando la Regione e l’amministrazione comunale a trasformare gli impegni annunciati in un finanziamento effettivo. Il Comitato insiste sulla necessità di intervenire rapidamente per garantire la sicurezza delle strutture e delle aree interessate.

Ma sul tema in queste ore è arrivata anche una posizione diversa.

Carmelo Modica ha rivolto un appello al Comune e alla Regione affinché, prima di utilizzare risorse pubbliche, venga chiarita la natura dei manufatti e siano individuati i soggetti responsabili della loro manutenzione.

La sua richiesta è di distinguere con precisione gli interventi sul patrimonio pubblico da quelli riguardanti edicole private o in concessione, verificando titolarità, concessioni, eventuali aventi causa e obblighi di manutenzione. Modica chiede inoltre che siano resi pubblici i manufatti interessati dal finanziamento e la precisa destinazione delle somme.

Il confronto, dunque, si sposta su due esigenze: da una parte l’urgenza di mettere in sicurezza il cimitero, sostenuta dal Comitato; dall’altra la necessità di verificare preventivamente chi debba sostenere i costi degli interventi, sollevata da Modica.

Dopo il passaggio di ieri all’ARS, resta ora da capire quale sarà l’esito concreto della variazione di bilancio e, soprattutto, quali interventi saranno effettivamente finanziati. Vista la valanga di emendamenti presentati, i tempi, c’è da giurarlo, non saranno così brevi.

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