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ABILITÀ O FORTUNA?
03 Mag 2013 11:39
A pochi giorni dal termine per la presentazione delle liste, si definisce il quadro delle candidature a Sindaco e della composizione delle liste per l’elezione del Consiglio Comunale.
Gli avvenimenti nazionali, e, in parte la politica regionale ha distratto gli elettori ma i politici e i candidati, all’interno di partiti e movimenti, non hanno avuto attimi di pausa per definire la partecipazione all’importante appuntamento del 9 e 10 giugno.
Gli accordi e le alleanze hanno risentito dei riflessi in sede locale del quadro politico regionale e, in parte, anche nazionale. I candidati e il seguito di ciascuno sono ormai ai nastri di partenza, qualcuno aspetta solo la presentazione ufficiale, si lavora alla composizione delle liste che ogni candidato cerca di formare con elementi in grado di coagulare ampio consenso. Ma non è facile per tutti riuscire a mettere insieme, per una lista, 30 persone potenzialmente in grado di assicurare un ritorno di voti certo.
Al momento i candidati a Sindaco dovrebbero essere sette, a meno di candidature dell’ultimo minuto o di, più probabili, passi indietro nell’ottica di accordi dell’ultima ora.
La candidatura più in vista, presso l’opinione pubblica, è quella dell’ex vice Sindaco Giovanni Cosentini che ha avuto il merito di presentarsi con largo anticipo, sotto l’egida del Movimento Territorio, con tanto di liste, tre, pronte e ben strutturate. Cosentini gode dell’appoggio del leader di Territorio, Nello Di Pasquale, ex Sindaco, parlamentare regionale unico del capoluogo, nonché del Presidente della Regione Crocetta che vede il suo partito, il Megafono, in prima linea fra i sostenitori.
Le alleanze regionali hanno condizionato anche le scelte degli altri partiti di governo per cui Cosentini vede anche al suo fianco il Partito Democratico con il suo leader Peppe Calabrese impegnato in questa sfida per il governo della città, accomunato negli intenti programmatici per il futuro della stessa.
Prescindendo dalla scelta del Partito Democratico, ancora prima si era unito alla cordata a sostegno di Cosentini anche l’UDC.
La lista del Partito Democratico, che il Segretario Calabrese vuole costituire forte e con elementi significativi, unita alla lista di Territorio e del Megafono, si pone, senza dubbio, come possibile asse portante del futuro consiglio comunale.
Restano solo da analizzare le riserve espresse per l’appoggio a Cosentini da parte di alcune componenti del Partito Democratico che potrebbero sfociare nel defilarsi di qualche esponente, ma si ritiene che possa prevalere, soprattutto per quanto riguarda elementi ben identificati, un senso di partito e di responsabilità che faccia superare contrasti personali.
Sarebbe anzi auspicabile che l’occasione delle larghe convergenze che hanno superato steccati e delimitazioni nel nome di un nuovo modo di fare politica, possa essere l’occasione per riportare serenità sul palcoscenico della politica locale.
Esame di maturità per il Movimento 5 Stelle dopo gli exploit, in provincia, alle regionali e alle nazionali: sarà interessante verificare quanto del consenso conquistato in precedenza potrà essere confermato nella competizione comunale e se le polemiche sollevate a carattere nazionale, per la retribuzione dei parlamentari, per alcune scelte politiche non condivise dalla base, per le espulsioni dal movimento, possano influenzare il voto localmente.
Alquanto in sordina la campagna elettorale del Movimento Città che ha candidato a Sindaco l’avvocato Platania, ex consigliere comunale.
Giovanni Iacono, esponente di Italia dei Valori, è stato fra i primi a presentare la sua candidatura a Sindaco, con il sostegno di una rete civica di movimenti fra cui spicca Partecipiamo Ragusa, con l’appoggio di SEL e il possibile sostegno di alcune frange isolate del Partito Democratico.
Ancora non perfettamente definiti i contorni dello schieramento che una volta faceva riferimento al centro destra.
In un balletto incomprensibile di alleanze, passi in avanti, coalizioni, riunioni e tentativi di accordi sottobanco con esponenti di altre coalizioni si è potuto assistere allo stato catatonico del Partito della Libertà che ha contagiato e trascinato i partiti minori in una situazione di stallo che nessuno dei leader dei rispettivi partiti è riuscito a dirimere, se non altro imponendo l’autorità delle gerarchie di partito.
Si è iniziato con il teatrino delle candidature, anche dei partitini minori, scarsamente considerabili, per uscire dall’impasse il PdL aveva anche abdicato al suo ruolo di partito maggiore, sarebbe meglio dire unico, del centro destra, accettando e presentando la candidatura dell’ex Presidente della Provincia Franco Antoci che, fuoriuscito dall’UDC, si muove per la competizione elettorale, a capo del Movimento Civico Ibleo.
Sarebbe stato il candidato di spicco del centro destra, un nome che, da solo, era in grado di aggiungere notevoli consensi al vento favorevole che soffia a favore del partito di Berlusconi a livello nazionale.
Il rifiuto a ritirare la candidatura da parte di Barone ha determinato la mancanza di unanimità che era la condizione posta da Antoci per accettare l’investitura: il Pdl ritorna, quindi, a proporre Salvo Mallia come candidato Sindaco, appoggiato da Destra e Fratelli d’Italia, mentre non risulta definita, al momento, la posizione di Grande Sud. Barone mantiene la sua candidatura, sostenuta da tre liste civiche con l’incomprensibile mancanza del simbolo del partito di appartenenza, Cantiere Popolare.
Antoci medita di partecipare comunque alla competizione con il suo nuovo movimento che dovrebbe esprimere anche una candidatura a Sindaco.
La chiusura dei termini per la presentazione delle candidature offrirà un quadro definitivo e più chiaro della situazione, in grado di determinare, con un buon grado di approssimazione il favorito per il successo finale.
A momento circolano solo discussioni e valutazioni da circolo di cultura, dettate solo dalla visibilità esterna dei candidati e dalla efficacia dei processi di comunicazione. Ma fino al pomeriggio del 10 giugno saranno tutti probabili primo cittadino: alla fine prevarranno l’abilità e le strategie politiche o la fortuna?
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