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A pochi giorni dalla prima campanella scatta il trasferimento: 400 alunni a scuola di pomeriggio a Ragusa
11 Set 2026 16:41
A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico arriva una modifica che rischia di sconvolgere l’organizzazione di centinaia di famiglie ragusane. Circa 400 alunni delle scuole Fratelli Grimm e Diodoro Siculo dovranno infatti iniziare le lezioni in una sede diversa da quella abituale e con un orario completamente modificato.
La comunicazione è arrivata nella tarda mattinata di oggi e riguarda il periodo compreso tra il 14 e il 18 settembre. Per cinque giorni le attività didattiche si svolgeranno in un’altra sede, dalle 14 alle 17, costringendo studenti e genitori a riorganizzare in tempi strettissimi impegni familiari, lavorativi e attività già programmate.
Scuola a Ragusa, cinque giorni con lezioni dalle 14 alle 17
Il provvedimento interessa la scuola primaria Fratelli Grimm, che conta dieci classi, e la scuola secondaria di primo grado Diodoro Siculo, con sei classi. Un bacino complessivo di circa 400 alunni che, invece di entrare regolarmente a scuola nella fascia mattutina, dovranno frequentare nel pomeriggio e raggiungere temporaneamente un’altra struttura.
Una variazione che arriva praticamente alla vigilia dell’inizio delle lezioni e che inevitabilmente incide sulla quotidianità delle famiglie. Gli orari di lavoro dei genitori, il doposcuola, lo sport e le altre attività pomeridiane dei ragazzi sono spesso organizzati con largo anticipo e, in alcuni casi, comportano anche costi già sostenuti.
Per un’intera settimana, invece, la fascia oraria 14-17 occuperà proprio il periodo normalmente destinato a queste attività.
Il nodo delle informazioni: perché è stato necessario cambiare sede?
Al di là del disagio organizzativo, la questione che maggiormente preoccupa le famiglie riguarda però le ragioni che hanno portato alla decisione.
Non sono infatti ancora chiari, sulla base della comunicazione ricevuta dai genitori, quali siano gli interventi da eseguire, quando sia stata individuata la necessità di realizzarli e perché si sia arrivati a pochi giorni dall’apertura delle scuole prima di disporre il trasferimento temporaneo.
Sono domande che diventano ancora più rilevanti considerando che i mesi estivi rappresentavano la finestra temporale naturale per effettuare eventuali lavori all’interno degli edifici scolastici, quando le strutture erano libere dalle normali attività didattiche.
Se invece la necessità di intervenire fosse emersa soltanto nelle ultime settimane per motivi imprevedibili, resta comunque la necessità di spiegare alle famiglie cosa sia accaduto e quali siano gli interventi previsti.
Il 18 settembre sarà davvero l’ultimo giorno del disagio?
C’è poi un’altra questione centrale: la certezza dei tempi.
Il calendario comunicato alle famiglie prevede il ritorno alla situazione ordinaria dopo il 18 settembre. Ma resta da chiarire se gli interventi saranno effettivamente conclusi entro quella data e se, dal giorno successivo, gli alunni potranno rientrare regolarmente nelle rispettive scuole.
Per i genitori non si tratta di un dettaglio secondario. Organizzare lavoro, spostamenti e impegni familiari diventa infatti particolarmente complicato se l’incertezza dovesse protrarsi oltre la prima settimana.
Anche l’orario pomeridiano presenta ulteriori criticità. Le lezioni dalle 14 alle 17 obbligano bambini e ragazzi a raggiungere la sede alternativa nelle ore centrali del pomeriggio, in un periodo dell’anno nel quale a Ragusa le temperature possono essere ancora elevate.
La richiesta: chiarezza ufficiale e tempi certi
Il caso pone quindi soprattutto una questione di trasparenza. Le famiglie chiedono di conoscere le motivazioni del trasferimento, la natura degli interventi e il cronoprogramma previsto, senza dover fare affidamento su voci o informazioni non ufficiali.
L’obiettivo non è alimentare allarmismi, ma avere certezze. Sapere perché gli studenti siano stati trasferiti, quali lavori siano necessari e, soprattutto, quando potranno tornare nella loro scuola.
Su questa vicenda è intervenuta nelle ultime ore la consigliera comunale di Ragusa Rossana Caruso, dopo avere raccolto numerose segnalazioni, lamentele e richieste di chiarimento da parte dei genitori.
«Circa 400 alunni e le loro famiglie non possono essere messi di fronte al fatto compiuto, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, senza una spiegazione chiara e ufficiale su ciò che sta accadendo», sostiene Caruso.
La consigliera chiede all’amministrazione comunale di chiarire pubblicamente le ragioni della situazione e di fornire garanzie precise sulla conclusione degli interventi. «Qualcuno deve assumersi la responsabilità di spiegare pubblicamente cosa è successo. Lo faccia il sindaco, lo faccia l’assessore: qualcuno ci metta la faccia e dia risposte chiare alle famiglie», afferma.
La richiesta finale è dunque quella di un impegno preciso: se il 18 settembre rappresenta davvero il termine degli interventi, da quel momento dovrà essere garantito il ritorno alla normale attività scolastica. Se invece i tempi dovessero essere più lunghi, le famiglie chiedono di saperlo subito, con chiarezza.
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