A Brescia, il caso del professore negazionista del Covid

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Nel Bresciano scoppia il caso del professore negazionista, che definisce il Covid una “pandemenza” e invita gli alunni a diffidare degli “intrugli vaccinali” e a non indossare la mascherina. Il professore supplente, secondo quanto riporta il Giornale di Brescia, è in servizio alle scuole medie di Castenedolo, dove insegna matematica e scienze. Sono diverse le segnalazioni arrivate in redazione da parte di mamme e papà “seriamente preoccupati” per i loro figli, che tornano a casa ogni giorno da scuola “sconvolti e disorientati”.

Inoltre poco più di un mese fa erano stati segnalati da una mamma comportamenti analoghi dello stesso professore, che era stato in servizio fino a ottobre a Botticino, prima di passare a Castenedolo. Segnalazioni simili anche da Breno, dove lo stesso docente aveva lavorato. I genitori hanno deciso di scrivere una lettera alla dirigente reggente dell’Istituto Leonardo da Vinci di Castenedolo, Francesca Svanera, chiedendole “immediati e seri provvedimenti”.

Il professore, alla fine dell’ultimo anno scolastico, era stato sospeso per un mese e 10 giorni a causa della sua condotta. “Il docente in questione è già stato più volte protagonista di precedenti provvedimenti disciplinari – conferma Giuseppe Bonelli, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia – e conosciamo bene il suo caso”.

Essendo però un insegnante regolarmente inserito nella graduatoria provinciale per le supplenze, che ha validità biennale, può in teoria proseguire nell’esercizio della professione almeno fino alla fine del prossimo anno scolastico: l’aggiornamento è previsto nel 2022. A meno che non incorra in altre sospensioni, dunque, il docente continuerà ad andare in classe. “Non possiamo licenziarlo, ma solo valutare di volta in volta le segnalazioni che riceviamo, verificarle e poi decidere eventualmente per sanzioni disciplinari”, spiega il provveditore.

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