IL SINDACO DI MODICA ESERCITA I POTERI DEL CONSIGLIO IN VIOLAZIONE DELLA LEGGE

 Nei mesi di marzo e ottobre 2014 IL SINDACO si è sostituito al Consiglio e, senza alcuna delega, ha esercitato poteri che non gli competono. Il fatto è questo.

Nello scorso mese di settembre il IV Settore (Sviluppo economico etc.) ha rilasciato venti licenze di commercio a posto fisso per il mercato di via Gaetano Modica, al quartiere D’Oriente.

Il 24 ottobre i neo-commercianti hanno presentato ulteriore istanza al fine di spostare il mercato dalla via Gaetano Modica al piazzale Bruno.

Il sindaco ha girato l’istanza ai vigili urbani per verificarne la fattibilità e, dopo il parere favorevole, ha autorizzato lo spostamento. Formalmente non ha assunto una determina ma, già nel mese di marzo, si era espresso ponendo un «ok» e la firma in calce ad un analogo parere ricevuto per la stessa materia.

Ovviamente, dopo un paio di mesi, i commercianti sono stati sfollati poiché il piazzale Bruno, a quanto pare, sarebbe di proprietà privata.

Questo è il fatto all’origine di alcuni interrogativi che ho posto al primo cittadino:

 

1°. è lecito rilasciare licenze per un mercato col segreto proposito di farle esercitare in un altro?

2°. lo spostamento del mercato di via Gaetano Modica può avvenire attraverso uno sportivo «ok» posto in calce al parere dei vigili urbani? Ho ritenuto opportuno, per ciò, segnalare l’articolo 8, comma 13, della legge regionale n. 18 del 1995, che impone precise procedure:

 

    «Il consiglio comunale delibera, sentita la commissione di cui all’articolo 7, l’istituzione, il funzionamento e la soppressione di mercati o fiere locali e, sentita la commissione di cui all’articolo 8 ter, lo spostamento di luogo o di data di svolgimento degli stessi. Lo spostamento di luogo del mercato può essere operato solo per motivi di pubblico interesse; di ciò l’amministrazione dà pubblicità mediante avvisi affissi all’interno del mercato da trasferire, almeno due settimane prima dello spostamento. In ogni caso restano in vigore le concessioni di posteggio in atto..»

 

Se, dunque, per la legge, lo spostamento rientra nella competenza del Consiglio comunale, come ha fatto il sindaco, senza alcun potere, a disporlo?

3°. nel parere dei vigili urbani si parla di spostamento del mercato «a titolo sperimentale». L’aggettivo «sperimentale» inventato per qualificare lo spostamento non può, comunque, essere sufficiente a sottrarlo alla competenza del Consiglio e a trasferirlo in quella del sindaco;

4°. che senso ha fare spendere 150 euro a ciascun commerciante per l’istruttoria dell’autorizzazione se poi manca una chiara idea del luogo in cui esercitare l’attività autorizzata?

 

Ho chiesto, infine, di verificare se le venti istanze sono state presentate a mano o, come prescrive l’articolo 5 della stessa legge n. 18/1995, mediante lettera raccomandata spedita a mezzo posta. Lo stesso articolo 5, infatti, dispone la esclusione delle domande presentate a mano. Se così stessero le cose, il Comune avrebbe dovuto non procedere all’istruttoria e, se vi ha proceduto, com’è nei fatti, la sua attività deve ritenersi nulla. Occorre dunque, procedere alla restituzione dei 150 euro acquisiti per un atto svolto su documenti che, legalmente avrebbero dovuto essere respinti. A titolo conoscitivo ho riportato il testo dell’articolo 5:

 

«Le domande di rilascio dell’autorizzazione sono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione, che è quello della data di spedizione della raccomandata con la quale viene inviata la domanda. Non è ammessa la presentazione a mano della domanda .».

                                                                                

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it