SOSPENSIONE DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA

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              Sua Eccellenza,

tocca a noi investirLa di  una seria problematica che riguarda un nutrito numero di lavoratori espulsi dal mercato del lavoro dalla crisi. Si tratta di almeno 550 unità in Provincia, che, dopo aver beneficiato della misura dell’Aspi, avevano la possibilità di accedere alla mobilità in deroga quale ulteriore strumento di sostegno al reddito, nelle more di poter incrociare la fortuna di un nuovo lavoro.

            Ebbene, con le scelte di politiche del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali che intende inaugurare il Governo Nazionale, unitamente alla difficile situazione economica della Regione Siciliana, ulteriormente aggravata dalla sua inveterata incapacità  di programmare bene, sta producendo di fatto l’annientamento di tutte le misure di politica passiva del lavoro, senza che si siano poste in essere efficaci strumenti di politica attiva del lavoro e di investimenti per re-includere nel sistema produttivo quanti hanno disperso il lavoro.

            Dal 3 agosto scorso tanti padri di famiglia, giovani licenziati, tante madri espunte dal processo produttivo, che fino al 31 dicembre 2016 potevano trovare una risposta di sostegno al reddito attraverso gli ammortizzatori sociali in deroga, si troveranno senza nulla, senza alcun appiglio: né nuovo lavoro, né politiche del lavoro per riconvertirsi, né reddito. Sono e saranno lasciati alla mercé del caso.

            Il Governo Renzi, ancor prima di ottenere dal Parlamento l’approvazione dei nuovi strumenti alternativi per affrontare efficacemente il disagio sociale e di reddito di chi è stato e viene allontanato dal lavoro, ha ritenuto, inopportunamente, di anticipare di due anni l’abrogazione della normativa che disciplina gli ammortizzatori sociali in deroga ( ma anche quelli ordinari) che la legge Fornero aveva fissato dal 01 gennaio 2017.

            Tutto quanto non può essere accettato né possono essere lasciati alla lenta agonia  della sofferenza quanti vivono quotidianamente il dramma della disoccupazione.

            Come Organizzazione sindacale abbiamo il dovere di fare emergere queste sofferenze del territorio, avendone chiaro il senso e la prospettiva.

            Non potendo far finta di niente, questa O.S. Le chiede di fissare, in tempi ragionevolmente brevi, un incontro, al fine di rappresentare in maniera obiettiva  i dati riguardanti la difficile situazione di tanti nostri concittadini, al fine di far giungere al Governo nazionale e a quello regionale il grido di abbandono di chi vive in questo territorio.

Cordiali saluti

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