PIU’ DI 4000 LITRI DI MOSTO PER LA DEGUSTAZIONE DEI PRODOTTI

Presenze tantissime. Oltre ogni più rosea previsione. A conferma dell’apprezzamento di una formula che, sotto il segno della genuinità, ogni anno riesce a catturare un numero sempre maggiore di pubblico. E’ accaduto così anche in occasione di questa due giorni, sabato e domenica appena trascorsi, che ha decretato il successo della “Sagra dell’uva” 2010 promossa dall’Associazione Giovanile Roccazzo, con presenze che hanno superato le dodicimila unità.

 

Il trionfo dei sapori classici della vendemmia, con oltre quattromila litri di mosto utilizzati per la preparazione di mostarda e “cudduredde”, per non parlare delle centinaia di chili di salsiccia e di frittelle che sono andati via come se nulla fosse tra l’apprezzamento generale, ha fatto il paio con la particolare attenzione riservata nei confronti dell’uva, messa a disposizione del pubblico in diverse varietà, a cominciare dalla specialità Italia, la regina della tavola.

 

I settanta componenti che fanno capo all’Associazione Giovanile Roccazzo hanno dato vita ad una macchina organizzativa perfetta che ha fatto fronte in maniera efficace alla continua richiesta di prodotti saporiti e genuini, trasformando la piazzetta dedicata a padre Salvatore Curatolo in una vera e propria “cittadella della vendemmia”.

E poi i momenti di intrattenimento, con i talenti di “Io Canto” e l’esibizione del cabarettista Francesco Scimemi, sono risultati parecchio graditi, adeguato corollario di una manifestazione dai grandi numeri, come la “Sagra dell’uva” continua a confermarsi da qualche anno a questa parte.

Tanto che già si pensa ad un ulteriore salto di qualità. Ma questa sarà, eventualmente, materia di riflessione per la preparazione dell’edizione numero venticinque, quella del prossimo anno in cui si celebrerà il traguardo del quarto di secolo. Per il momento, si traccia il bilancio della kermesse di quest’anno che, spiegano gli organizzatori, sembra essere riuscita sotto ogni punto di vista.  

 

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