Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
MA LA DEMOCRAZIA DOVE STA?
17 Nov 2014 14:26
Oggi, ascoltando Matteo Renzi in televisione , mentre interloquiva con degli studenti a Sidney, mi ha richiamato le parole nazional popolari e l’atteggiamento di Benito Mussolini con gli studenti di allora. Si ripete la vecchia storia del socialismo che sfocia nella dittatura? Non so, ma certo è che è inquietante la situazione e per niente accettabile da chi spende e ha speso la vita per la democrazia.
Il nazional popolare, tanto auspicato da alcuni , è sempre qualcosa da temere, quando porta a momenti pericolosi per l’assenza di democrazia . Lo vediamo con le posizioni del governo rispetto ai sindacati e alle lotte per il lavoro, calpestate ampiamente anche con comportamenti verso i lavoratori poco accettabili.
Non ci vogliamo perdere in chiacchiere, ma stare sui fatti.
Renzi, ad esempio, parla tanto di scuola, centrale giustamente, in una società civile, ma il prodotto è LA BUONA SCUOLA, che ha qualcosa di positivo, la necessità di riformare quella istituzione basilare all’educazione e apprendimento, ma ha anche molte cose negative, ad esempio, il voler far dipendere la carriera degli insegnanti dal merito. In sé, niente male, ma chi dovrebbe appurare il merito? I dirigenti, a cui viene ridato tanto spazio , ritornando ai punti di partenza di una classe, che ha lottato contro le conseguenze di simili decisioni? Inoltre, il contratto degli statali è bloccato da più di sette anni. Non ci sono risorse? E con la Riforma Fornero come la mettiamo?
Sistemi oggettivi per l’avanzamento quali gli scatti di anzianità vengono cancellati da nuove normative. Norme sì, ma condivise dalla classe insegnante, studentesca, scolastica in genere.
Il nuovo viene proposto a suon di tecnologia, ma le scuole non sono attrezzate, e non hanno risorse economiche per attrezzarsi. Inoltre, sarebbe bene equilibrare i concetti di libri digitali con i libri veri, la velocità dettata dalle nuove tecnologia, che sta distruggendo la capacità dei giovani di fermarsi a riflettere, e quindi la competenza critica.
La parola condivisione sembra sfuggire a Renzi anche nelle Riforme, che vengono imposte a suon di maggioranza.
E la democrazia, dove sta? E’ forse un optional?
© Riproduzione riservata
Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it