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SULL’OBBLIGO LEGALE DI CALCOLO ANALITICO DELLA TASI
19 Ott 2014 16:53
La maggior parte di cittadini ha già effettuato il pagamento della prima rata della tasi e si approssima a pagare la seconda la cui scadenza è prevista per il 16 dicembre 2014. La tasi, mi permetto di ricordarglielo, insieme all’IMU costituisce la IUC che si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore (IMU) e l’altro sull’erogazione e fruizione di servizi indivisibili (legge n. 147 del 2013, articolo 1, comma 639).
La legge fissa per la tasi un’aliquota di base pari all’1 per mille a cui, se l’avesse applicata, corrisponderebbe una previsione di entrata pari a 2.480.898,00: esattamente quella calcolata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Lei, invece, ha pensato bene di innalzare l’aliquota all’1,85 per mille che induce una previsione di entrata di 4.589.661,63 euro, senza per altro spiegare i motivi di tale scelta, tranne ad ammettere che la frase “ritenuto di applicare l’aliquota dell’1,85 per mille a tutti gli immobili in modo da garantire la contribuzione di tutti i contribuenti al pagamento dei servizi indivisibili del Comune”, riportata nella delibera n. 166 del 17 giugno c.a., possa ritenersi in qualche modo comprensibile e convincente. Più grave è, tuttavia, che non si sia attenuta alla disposizione imperativa ex articolo 1, comma 682 della legge n. 147/2013 che così statuisce:
«Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997, il comune determina la disciplina per l’applicazione della IUC, concernente tra l’altro:
a) (…)
b) per quanto riguarda la TASI:
1) (…)
2) l’individuazione dei servizi indivisibili e l’indicazione analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui copertura la TASI è diretta.»
Lei sig. sindaco non ha mai fornito l’elenco analitico dei costi così come la legge impone, con la conseguenza che i cittadini pagano senza sapere per cosa stanno pagando e perché stanno pagando quasi il doppio di quanto previsto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Desidero, in altre parole, che spieghi a me e ai cittadini, lei che a parole afferma di essere dalla parte dei lavoratori e delle imprese, le ragioni per cui ha imposto una aliquota tra le più alte d’Italia. Non glielo chiedo con spirito polemico o per danneggiarla politicamente. So che conosce bene i servizi (indivisibili) che il Comune èroga ai cittadini e che, certamente, sono i cittadini a non accorgersi di essi. Forse sono io che non capisco, ma le assicuro che l’assomiglio ad un barbiere vecchia maniera, di quelli che quando agguantano un cliente, gli fanno barba e capelli. E quando il malcapitato esce dal «salone» lo accompagnano alla porta spazzolandogli anche gli ultimi peli del cappotto per convincerlo a tornare, ché la prossima volta andrà certamente meglio.
La prego signor sindaco di voler discutere la presente interrogazione al primo Consiglio utile e di approfittare dell’appuntamento per smentirmi facendo due belle dimostrazioni:
– spiegandomi qual è la struttura dei servizi indivisibili che ha organizzato per i cittadini;
– fornendomi l’elenco analitico dei costi di ciascuno di essi, che provvederò, io stessa, a rendere pubblico.
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