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LETTERA APERTA
17 Ott 2014 14:48
La così tanto agognata ripresa economica ancora stenta a partire. Il meridione e, in particolare, le nostre aziende agricole sono quelle che stanno pagando di più il peso della crisi. Licenziamenti, disoccupazione, sono lemmi terribili che affiorano sempre più fra la gente. La politica non riesce a dare risposte efficaci alle politiche del lavoro e dello sviluppo che sembrano ostaggio dei partiti e di quelle vecchie logiche che hanno “affossato” il Paese. Una crisi terribile, strutturale che, a nostro avviso, fra l’altro, va combattuta tutti insieme, con scrupolo e svolgendo ognuno la propria parte. La politica, in primis, è chiamata al grande senso di responsabilità e a un necessario restyling del proprio ruolo. La gente comune, invece, ha il dovere di “vigilare” sul buon operato della politica e della pubblica amministrazione anche denunciando tentativi di corruzione, di prevaricazioni, di clientele, di illegalità, ecc…Mai più deve succedere ciò che è avvenuto in questi ultimi anni. Basta con le deleghe in bianco! La crisi non è solo economica ma soprattutto di valori, etica e morale. Dobbiamo pretendere che tutto deve essere portato alla luce del sole. Merito, competenze, legalità e trasparenza devono essere la “stella polare” di tutte le amministrazioni pubbliche.
La nostra A.C. più volte ha dichiarato di ispirarsi e di rispettare la Carta di Pisa per orientare la propria azione politica. Se poi, al suo interno è stato nominato un Assessore con apposita delega alla Trasparenza, che è stata istituita una Commissione ad hoc con regolamento di funzionamento, i cittadini dovrebbero sentirsi ancora più garantiti. A partire dal 1° gennaio 2013 tutte le transazioni tra imprese e pubblica amministrazione vengono disciplinate dal d.lgs. 9 novembre 2012, n. 192, per l’integrale recepimento della direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali a norma dell’art. 10, c.1 della legge 11 novembre 2011, n. 180. Le parti possono pattuire, purché espresso, anche un termine diverso dai 30 giorni consentiti, quando ciò sia giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto, ma comunque non può, in ogni caso, superare i 60 giorni. Il debitore, in caso di mancato rispetto dei termini pattuiti, è tenuto a corrispondere interessi moratori.
Ci risulta che tale disposizione di legge, ispirata per favorire le imprese, viene continuamente elusa dall’Ente comunale tanto che, le stesse, a causa del mancato rispetto dei termini di pagamento, sono costrette, loro malgrado, a non poter partecipare ai bandi pubblici indetti dal Comune di Vittoria o, addirittura, a rifiutare i possibili incarichi. Oltre alla violazione di una disposizione di legge, tale atteggiamento crea disparità e una sorta di “distorsione” del mercato del lavoro perché riduce notevolmente la sfera dei committenti e stride con le vigenti norme regolamentari che prevedono la corretta procedura di rotazione fra le imprese di fiducia. Lo stato attuale di crisi del settore edile non consente alle imprese di poter sopperire ai continui ritardi dei pagamenti da parte degli EE.PP.
Altro ostacolo che limita la partecipazione delle imprese agli incarichi pubblici comunali è il mancato rispetto del Regolamento per l’affidamento in economia dei lavori a cottimo, appalto, forniture e servizi. Un regolamento nato per garantire la massima trasparenza nell’affidamento di incarichi pubblici, approvato dal Consiglio comunale nel 2009, che disciplina questa fattispecie e prevede che, nella parte che riguarda l’affidamento dei lavori in economia, questi devono seguire una rotazione fra imprese inserite nell’elenco. Ci risulta che tale principio non venga assolutamente rispettato. Il settore edile è fortemente in crisi e l’assegnazione di una commessa pubblica può rappresentare una efficace boccata di ossigeno per i nostri imprenditori. Inoltre, per quanto riguarda le c.d. somme urgenze, l’art. 39 del vigente Regolamento, prevede che si può ricorrere a detti lavori nel caso in cui l’esecuzione degli stessi sia determinata dalla necessità di “provvedere d’urgenza” e questa deve risultare da apposito verbale redatto dal Responsabile del procedimento, in cui sono indicati i motivi dello stato d’urgenza, le cause che lo hanno provocato e gli interventi necessari per rimuoverlo. Ci risulta che spesso il c.d. stato d’urgenza non persiste, eppure, con disinvoltura, si continua con tale procedura che non solo non rispetta il principio di economicità, in quanto non è possibile perseguire un equo ribasso d’asta, ma limita fortemente la possibilità d’accesso alle altre imprese. Oltre a ciò, la stessa norma prevede che il limite degli interventi non può superare €. 50.000, e salvo casi eccezionali, l’importo dei lavori può arrivare ad €. 100.000. Infine, il comma 4 del medesimo articolo, recita “… è fatto divieto di cumulo, nell’arco dell’anno solare, di interventi per somma urgenza alla stessa impresa”. Questa disposizione normativa, che rimarca ancora una volta il rispetto della c.d. rotazione e delle pari opportunità, viene continuamente elusa attraverso strategie che portano a favorire sempre le stesse imprese, in barba ai c.d. principi di legalità e di trasparenza previsti dalle leggi e più volte ostentate dai nostri amministratori. Non ce ne vogliano questi imprenditori ma non è possibile continuare a persistere con questo atteggiamento che crea tensioni e disagi ad un settore già fortemente provato dalla crisi. Non è questo il modello di sviluppo ideale per rilanciare il settore.
La crisi non permette negligenze né tanto meno superficialità. Il lavoro, le imprese, vanno tutelate soprattutto dalle istituzioni che hanno il dovere di rispettare le norme. Se l’ordinamento comunitario e nazionale obbliga gli Enti pubblici al rispetto dei termini di pagamento verso i debiti con le imprese, perché l’A.C. non rispetta questa previsione? Il mancato rispetto dei termini previsti espone il comune a responsabilità erariale per gli interessi moratori giustamente reclamati dalle imprese. Non è nostro costume voler polemizzare ma, pretendiamo che tale previsione normativa venga rispettata pedissequamente. Inoltre, al fine di garantire, alle imprese operanti nel nostro territorio, la massima trasparenza delle procedure di assegnazione di lavori anche in somma urgenza, invitiamo l’Assessore alla Trasparenza e la Commissione alla Trasparenza a verificare se siano state rispettate le norme previste dal regolamento in questione.
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