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PER L’AZERBAIGIAN GLI ASPETTI UMANITARI SONO ALLA BASE DELLE RELAZIONI TRA PAESI
12 Ott 2014 09:10
A Baku, capitale dell’Azerbaigian si è tenuto, gli scorsi 2-3 ottobre, il IV Forum Umanitario Internazionale. Al meeting annuale hanno partecipano 500 ospiti provenienti da oltre 60 paesi, tra cui capi di Stato, imprenditori, premi Nobel, accademici e media leader.
A fare da cornice all’evento è stato il centro culturale, Heydar Aliyev, con le sue architetture postmoderniste ed archeofuturiste d’effetto che simboleggiano la sintesi fra passato e futuro.
Quindi la città stessa, con i suoi profili suntuosi e i suoi motivi ornamentali selgiuchidi associati a severe architetture di matrice classico-europea.
Il Presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev ha aperto i lavori del Forum, tenendo un lungo ed articolato discorso in cui ha toccato vari punti. Esprimendo la propria convinzione circa il fatto che le discussioni nonché gli scambi di pareri apportati al forum conseguiranno un effetto d’implementare la collaborazione umanitaria.
“Noi, in Azerbaigian, – ha esordito il Presidente – prestiamo molta attenzione a questo aspetto. Non è un caso che il Forum si svolga proprio in Azerbaigian. So che questo Forum, per contributo in termini di discussioni su questioni umanitarie e di analisi possiede, attualmente a livello mondiale, un ruolo esclusivo. Tant’è che nei suoi confronti vi sia un crescente interesse tradottosi in un formato importante sugli scenari internazionali. Noi in Azerbaigian abbiamo fatto molta attenzione agli aspetti umanitari per lo sviluppo delle relazioni tra i paesi, poiché questo ce lo impone il nostro passato storico e la nostra civiltà”[1].
Ha evidenziato, inoltre, che l’Azerbaigian nel corso dei secoli ha formato una società multireligiosa e multietnica, ancora esistente, che durante il periodo dell’indipendenza ha ulteriormente rafforzato tali tendenze positive.
“In Azerbaigian – ha proseguito Aliyev – tutta la gente vive in amicizia e cordialità come se fosse un’unica famiglia. In Azerbaigian non ci sono mai stati conflitti religiosi, etnici o incomprensione, e questa è la nostra più grande risorsa. Poiché la forza di ogni paese, naturalmente, è determinata da alcuni fattori: potere politico, potere economico e, allo stesso tempo, l’atmosfera presente nella società, il clima e i sentimenti di solidarietà. A questo proposito, credo che l’esperienza dell’Azerbaigian sia molto positiva e noi, con il nostro lavoro, offriamo un contributo costruttivo ai processi procedenti nel mondo”[2].
Quindi, toccando il tasto dell’attuale crisi internazionale, il Presidente della Repubblica caucasica ha aggiunto che: “La crisi dei valori umanitari, l’aumento dell’intolleranza, la situazione di emergenza in molti paesi musulmani, sono fattori di grande preoccupazione. Come Paese che fa parte del mondo islamico non possiamo intervenire, ma siamo preoccupati per gli eventi che stanno avendo luogo in alcuni Paesi musulmani. Non possiamo ritenerli dei fenomeni isolati”.
Infine, ha espresso l’opinione che il multiculturalismo rappresenti l’unica possibile alternativa per il futuro dell’umanità alla discriminazione, al razzismo, alla xenofobia, all’islamofobia ed all’antisemitismo.
Tra i relatori della delegazione italiana l’ex Presidente del Consiglio, Enrico Letta, e il Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri Benedetto Della Vedova.
Il giorno successivo si sono svolti i vari panel del Forum, uno dei quali verteva sul tema: Multiculturalism and Originality: in Search of Value Consensus in Society.
In questa tavola rotonda tra gli ospiti italiani c’erano Daniele Lazzeri, chairman del think tank “Il Nodo di Gordio” ed Ermanno Visintainer, Presidente del Centro Studi “Vox Populi” che, insieme all’arch. Paolo Zammatteo e al medievalista Franco Cardini hanno fornito un contributo concreto alla stesura dell’agenda umanitaria per i prossimi decenni.
Senza opportunità di dialogo e d’incontro, come quella messa a disposizione da Baku negli ultimi anni attraverso questo evento, la stessa diversità culturale del pianeta, similmente alla sua biodiversità, potrebbe essere posta in pericolo. Una modalità di dialogo che necessita di essere riconosciuta come valore universale dell’umanità.
L’Azerbaigian attraverso questo IV Forum Umanitario Internazionale di Baku, offre al mondo una prova tangibile della sua presenza, della sua disponibilità a prendere parte alle sfide del nuovo millennio in qualità di attore internazionale che si muove dal paradigma della competitività a quello della responsabilità globale.
Ermanno Visintainer
[1] http://olke.az/xeber-ilham-eliyev-azerbaycanda-yasayan-butun-xalqlar-mehribanliq-seraitinde-bir-aile-kimi-yasayir-t56537.html#.VDkVzCgflCU
[2] http://olke.az/xeber-ilham-eliyev-azerbaycanda-yasayan-butun-xalqlar-mehribanliq-seraitinde-bir-aile-kimi-yasayir-t56537.html#.VDkVzCgflCU
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